E per la squadra di Pisapia spunta Tabacci

E per la squadra di Pisapia spunta Tabacci

Bruno Tabacci potrebbe entrare nella squadra di Giuliano Pisapia. Ad esempio, come assessore al bilancio. Fonti vicine all’ex Presidente della Regione Lombardia dicono che “è ancora prematuro”, ma la trattativa che potrebbe portare Tabacci a vigilare sui conti del Comune è di fatto iniziata. Il nuovo sindaco della città e Tabacci si conoscono e stimano del resto da molti anni. Lo stesso Tabacci ha espresso la sua preferenza per Pisapia in vista dei ballottaggi. 

I nodi da sciogliere, tuttavia, sono diversi. Il primo, di equilibri nazionali alla maggioranza appena uscita dalle urne milanesi. Tabacci è un esponente dell’Api di Rutelli, partito  esterno alla coalizione, e la sua nomina su una poltrona davvero simbolica – per quanto spinosa – può far storcere il naso a molti. 

Tabacci è un nome importante nel gracile “terzo polo” nato dall’incontro tra Fini, Casini e Rutelli, e uscito malamente dalle ultime elezioni comunali. In precedenza, il presidente della Camera era uscito drasticamente ridimensionato dallo scontro con Berlusconi. Il leader dell’Udc Casini continua invece a stare in mezzo al guado: costruire un’alleanza organica coi moderati del Pd o provare una manovra di avvicinamento verso il centrodestra e mettersi in prima fila per la successione a Berlusconi? Le incertezze del candidato Premier naturale del Terzo Polo – Casini, appunto – rendono la costruzione della giunta milanese un laboratorio quanto mai interessante, ma anche particolarmente fragile. 

Sulla via che deve portare Pisapia ad annunciare la sua giunta, gli scogli da superare sono diversi anche a Milano – ed è fisiologico – , non solo a Roma. Nella capitale lombarda, i temi all’ordine del giorno sono importanti. Riguardano chi siederà sulle poltrone, naturalmente, e gli interessi che nella scena pubblica si rappresentano.

Il ruolo di Stefano Boeri, che ha preso quasi 13 mila preferenze da capolista del Pd, potrebbe ad esempio essere diverso da quello immaginabile. È possibile che gli sia affidata la cultura, ma non è escluso che gli tocchino invece le infrastrutture e i trasporti, scorporate dalla sua specialità, cioè l’urbanistica, che sarebbe destinata ad altri. Il prossimo assessore all’urbanistica sarà resposnabile infatti dei destini del Piano di Governo del Territorio. Ritoccarlo in tempi “rapidi” – almeno 12-18 mesi serviranno – o ricominciare da capo tutto il processo? Questo è un altro bivio che il centrosinistra di Milano dovrà molto presto affrontare. Uno dei tanti che si prospettano a chi, dopo vent’anni, torna al governo della città. E da qui, da Milano, ripensa seriamente di poter ambire al paese. 

(prima edizione il 3 giungo, alle 22:16)

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