Tra un “cretino” e l’altro avremmo un dubbio: come sta l’Italia?

Tra un “cretino” e l’altro avremmo un dubbio: come sta l’Italia?

È tutta la mattina che la parola “cretino” ci risuona nella testa. L’ha bisbigliato Tremonti parlando di Brunetta ma le telecamere l’hanno pizzicato, e quindi l’abbiamo sentito tutti. Abbiamo sentito tutti il Ministro dell’Economia, il Ministro del Welfare Maurizio Sacconi che diceva che lui a Brunetta neanche più l’ascolta. Abbiamo capito che Brunetta difendeva l’indifendibile – una manovra firmata comunque da Giulio Tremonti, sarà bene ricordarselo – e abbiamo sentito il deputato Pdl Crosetto diceva che forse Brunetta non era il solo cretino seduto al tavolo. Abbiamo quindi capito che al governo, nella squadra dei Ministri, l’ambiente è piuttosto teso, la situazione difficile e i nervi tesi come una proverbiale corda di violino. Insomma, abbiamo capito che la situazione è complicata. Adesso – avendo sentito stamane gridare sui tetti quel che di solito si mormora nelle segrete stanze – abbiamo anche capito un po’ meglio perché è venuta fuori una finanziaria che proprio non ci piace. E siamo, dopo tutto, ancora meno tranquilli di prima.

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