Molfetta medaglia d’oro. Alle medie già firmava autografi

Molfetta medaglia d’oro. Alle medie già firmava autografi

A cinque anni e mezzo il papà lo portò in palestra, perché in casa aveva già fatto troppi danni. Storia di un predestinato, Carlo Molfetta da Mesagne, terra di taekwondo dove è nata anche Veronica Calabrese, compagna e prossima moglie di Mauro Sarmiento, argento a Pechino 2008 e bronzo a Londra 2012.

Molfetta è nato il 15 febbraio 1984 e, racconta nella sua biografia, alle scuole medie firmava autografi e li regalava ai compagni di classe, assicurando che sarebbero valsi molto, il giorno che avrebbe raggiunto le Olimpiadi. La sapeva lunga. Da quando, da adolescente giocava in porta nei tornei scolastici. Solo che a lui gli sport di quadra proprio non piacevano. «Perché non riuscivo a sopportare che nonostante io avessi giocato bene dando il massimo si perdeva lo stesso».

E allora niente gioco di squadra. Molfetta corre per se stesso. Pieno di sé il ragazzo di Mesagne al punto che nel 2004, alle Olimpiadi di Atene la vita gli riserva una bruciante scottatura. Dell’avversario quasi non si cura e l’altro lo esclude prematuramente dal torneo olimpico.

Voleva smettere Molfetta, perché dopo aver vinto un oro ed un argento mondiale la delusione era troppo forte. Ma l’amore del taekwondo e la voglia di emergere è troppo forte. Molfetta è tornato all’Olimpiade dopo 8 anni, per Pechino non si è qualificato a causa di un infortunio. Ad Atene partecipò nella 68 kg. È ingrassato per giocarsi una possibilità e ora combatte nella 87 categoria di cui è vice campione del mondo, ma che a causa degli accorpamenti ai Giochi non esiste.

Così l’azzurro è costretto a sfidare i colossi dei massimi e li batte tutti, uno dopo l’altro, inesorabilmente. Il suo capolavoro di Londra è in semifinale contro il maliano Daba Modibo Keita, già campione del mondo 2007 e 2009, un atleta di 2.03 per 105 chili. Un colosso africano che lui, dall’alto del suo 1,83, ha guardato dal basso in alto sul tatami, dall’alto in basso nel medagliere. Carlo Molfetta vive a Roma da circa otto anni, fa parte del gruppo sportivo dei carabinieri, è fidanzato con Serena che sposerà quanto prima. Da campione olimpico. “Me lo auguro” sospirava, intanto ha un desiderio: incontrare Valentino Rossi. Ma alle Olimpiadi non c’è il motociclismo. E allora rivela: «Scherzi a parte, nel 2004 ho conosciuto il velocista Asafa Powell: una bravissima persona. Quest’anno magari incontrerò Michael Phelps e Usain Bolt: due campioni assoluti». Come è diventato il ragazzo di Mesagne oro olimpico a Londra 2012.

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