Oro a Campriani e si scopre che agli italiani piace sparare

Oro a Campriani e si scopre che agli italiani piace sparare

Chi cerca Rambo nel tiro a segno nazionale sbaglia di grosso. Tra una chiacchiera e l’altra avvocati, magistrati, chirurghi, giornalisti, imprenditori, finanche politici e sacerdoti si divertono mirando ad un bersaglio semplicemente per scaricare lo stress o misurarsi con una disciplina sportiva in cui calma e self control la fanno da padrone. È in questo ambiente che nascono le medaglie italiane, terra di santi, navigatori, eroi, ma anche di spadaccini e, considerando l’oro di Campriani ottenuto oggi nella carabina tre posizioni e l’argento di Massimo Fabbrizi nel trap, di cecchini.

Il tiro a segno assolve a due compiti: quello di ente pubblico e quello prettamente ludico e sportivo. Nel primo rientrano le funzioni che lo Stato assegna nei confronti di chi obbligatoriamente deve esercitarsi nella pratica come le guardie giurate o i vigili urbani, il secondo riguarda una realtà estremamente variegata. Dai dieci anni di età fino ai settanta ed oltre. Comincia il padre che porta il figlio e magari la moglie. I figli trovano il bar, la sala giochi e tra uno sparo e l’altro dei genitori fanno amicizia. E così si fa gruppo, si prosegue nella propria crescita, ci si appassiona ad uno sport che è molto più popolare di quanto non si pensi.

Ma quante armi ci sono nelle case degli italiani? Il numero esatto non è mai stato divulgato dal ministero dell’Interno. Si calcola comunque che tra pistole, fucili da caccia, armi sportive e da collezione, vi siano legalmente oltre 2 milioni di armi. Va fatta la distinzione, però, tra «detenzione» e il «porto». Nel primo caso, il cittadino è autorizzato all’acquisto dell’arma e può solo tenerla in casa. Nel secondo, su autorizzazione del prefetto, può anche portarla con sé. Il «porto d’arma» dovrebbero aggirarsi attorno al milione. Per il tiro a segno è necessario iscriversi presso una sezione di tiro a segno nazionale o presso un’associazione di tiro iscritta ad una federazione sportiva affiliata al Coni. La licenza di porto di fucile con canna ad anima liscia per il tiro a volo autorizza il titolare al porto delle sole armi idonee all’esercizio della specifica attività di tiro. Anche in questo caso serve una certificazione comprovante l’idoneità psicofisica del richiedente e la licenza è valida sei anni.

Di sezioni ce ne sono tantissime, in ogni regione italiana. Di praticanti ancora di più. Una recente indagine ha stabilito che i frequentatori del Tiro a segno sono oltre settantamila, quelli dei poligoni per il tiro a volo oltre venticinquemila. Quasi centomila appassionati che possono tutti contare ad una medaglia olimpica, anche se con la pancetta e con qualche anno in più. E ci sono anche i medici che lo prescrivono ai figli che hanno bisogno di concentrazione. “Provate la sensazione di entrare in un poligono, vi innamorerete di questo sport” e se lo dice Campriani, un oro ed un argento a Londra, vale la pena di entrare.