Triplo salto, la medaglia regala la felicità a Fabrizio Donato

Triplo salto, la medaglia regala la felicità a Fabrizio Donato

Il suo primo allenatore lo chiamava l’uomo elastico. Nato a Latina, ma cresciuto a Frosinone, da piccolo saltava, giocava, correva. E lui, portato al campo dai genitori prima ha cominciato con l’alto, poi con il lungo, infine con il triplo. Sposato con Patrizia Spuri, padre di Greta, oro agli Europei di Helsinki 2011, risultato che ha ottenuto sotto gli occhi di sua figlia con la quale ha fatto il giro dello stadio sulle spalle sotto l’applauso scrosciante della folla. Tra cinque giorni compie 36 anni e alla quarta partecipazione alle Olimpiadi è riuscito in quello che aveva desiderato per tutta la vita: vincere una medaglia.

È arrivato il bronzo che ha portato il sorriso in una spedizione provata dal caso Schwazer. Donato era favorito per le Olimpiadi. Sport Illustrated addirittura gli assegnava la medaglia d’oro, ma lui è uno degli atleti che, paradossalmente, nonostante i risultati raggiunti, gode di minor fama. Donato se l’è chiesto, il perché non abbia appeal con i media. «Forse perché sono un ragazzo normale, forse perché non ho storie di gossip alle spalle, forse perché non ho tatuaggi oppure forse perché sono stato poco continuo».

A Sydney, a ventiquattro anni, la sua prima olimpiade. Si infortunò e gli rimase soltanto il ricordo di una splendida esperienza. Ora Londra e poi Rio perché la sua carriera è fatta di sogni «Fin quando potrò coltivare i sogni vado avanti». Strano, la stessa frase utilizzata da Josefa Idem quando oggi ha ufficializzato di voler abbandonare l’attività. «È stato bello sognare tutti insieme» ha detto sul campo di regata di Eton dopo essere arrivata quinta in finale. E anche in questa occasione sotto la tuta la maglietta regalatagli dalla sua Greta: “Papà sei un campione” scritta con un pennarello rossa e già mostrata orgogliosamente in occasione del successo di Helsinki. A Londra anche una dedica della piccola scritta sulle scarpe con le quali ha gareggiato. «Senza di lei forse avrei già smesso». Il pensiero dedicato alla moglie Patrizia Spuri con la quale vivono ad Ostia. La piccola Greta, di sei anni e mezzo, già pratica ginnastica artistica, «uno sport molto costruttivo – dice Donato – ma certo non mi dispiacerebbe se mia figlia decidesse un giorno di dedicarsi all’atletica».

Un podio che è anche la risposta a Schwazer ed alle sue vicissitudini. «Con il salto triplo – ha sempre detto ieri e ripetuto oggi – io mi diverto». Si tratta della prima medaglia italiana per l’atletica a Londra. A Pechino ne arrivarono due, ma entrambe nella marcia: il bronzo di Elisa Rigaudo nella 20 km e l’oro di Alex Schwazer nella 50 km. Per l’ultimo podio olimpico nello stadio bisogna invece risalire al bronzo di Giuseppe Gibilisco nell’asta ad Atene 2004. Nel salto triplo l’ultima medaglia e’ stata invece firmata da Giuseppe Gentile, terzo a Città del Messico ’68 .