I furbetti di centrodestra ai seggi delle primarie, quante baruffe nella provincia italiana

I furbetti di centrodestra ai seggi delle primarie, quante baruffe nella provincia italiana

«Occhio ai furbetti delle primarie». L’avvertimento è circolato per tutta la giornata tra i circoli democratici. Il rischio? Esponenti del centrodestra che si presentano a votare ai seggi delle primarie del centrosinistra. Un po’ come se don Camillo pretendesse di scegliersi un altro Peppone. Nell’Italia dei Comuni e delle mille baruffe, capita anche questo. Ma si sa, nei piccoli paesi ci si conosce un po’ tutti. Così, quando a Gambolò, comune pavese di diecimila abitanti governato dal centrodestra con il sostegno di alcune liste civiche, al seggio si presenta lo storico assessore Pci Giampiero Zucchetti scoppia il finimondo. Zucchetti, infatti, è passato dall’altra parte: è entrato in consiglio comunale come esponente di una civica legata proprio al Pd ma, una volta parte dell’assise, ha fondato una nuova civica, Alleanza Gambolese, ed è subentrato alla Lega in maggioranza con il Pdl.

Il regolamento delle primarie vieta di iscriversi alle liste elettorali a chi faccia politica attiva con schieramenti avversi a quelli del centrosinistra. Ma Zucchetti pronto ha replicato: «Non ho nessuna tessera e non faccio parte del Pdl, ma di una civica». Gli ex compagni di partito, pur mugugnando un po’ si sono convinti a far votare lo storico dirigente comunista, oggi non più iscritto. Chiedendo di iscriversi alle liste elettorali si è presentato addirittura il sindaco Elena Nai, che ospitò, nell’ultima campagna per le regionali, Roberto Formigoni. Sulla sua titolarità al voto non c’erano dubbi: lei di centrosinistra proprio non è. Lo stesso sindaco ha incassato e si è giustificata dicendo: «Volevo solo informarmi», e poi candida ha ammesso «Comunque avrei votato Renzi. È così simpatico».

L’episodio ha fatto scattare l’allarme in tutta la zona e anche fuori provincia, di telefonata in telefonata. Nei piccoli centri di cui è fatta l’Italia, infatti, non è sempre facile stabilire chi sia di destra e chi di sinistra. Non è certo una digressione sul solito trasformismo all’Italiana. Tutt’altro. Nelle ultime tornate elettorali raramente le sedi centrali dei partiti hanno concesso i propri simboli anche ai propri iscritti nei paesi al di sotto dei 10mila abitanti. Questo ha fatto sì che molti militanti sia di destra che di sinistra si presentassero alle elezioni con delle liste civiche. Molti di loro però hanno continuato a far politica attivamente. Può capitare quindi che chi si presenta alle elezioni con una lista civica, magari che porta il suo nome, in omaggio agli ultimi ritrovati della comunicazione politica, nel proprio paese, diventi consigliere provinciale con il simbolo del Pdl.

Ma tra liste civiche e partiti oggi è sempre più difficile chi sia a far politica attivamente, come recita lo statuto Pd, e chi invece non faccia politica. In provincia di Pavia ci ha pensato il Circolo Pd di Tromello, paesino a pochi passi da Gambolò a porre un veto preciso. Sabato mattina, alla vigilia della domenica di primarie, la portavoce Silvana Vaccari ha diffuso via mail un vademecum dettagliato.«Il circolo Pd “Sandro Pertini” di Tromello apprende, sia dalla stampa locale che da segnalazioni di militanti di altri circoli lomellini, che amministratori e consiglieri di liste legate alla visione politica di centro destra si sono preregistrati alle votazioni per le primarie del centrosinistra e intendono recarsi a votare. Tale circostanza nuoce al significato delle consultazioni primarie, mettendo in pericolo la loro autenticità e l’immagine stessa del voto agli occhi dei cittadini: come se sottoscrivere la dichiarazione di intenti fosse un atto meramente formale, privo di adesione sostanziale e senza conseguenze nell’ambito della propria azione politica e sociale. Il circolo di Tromello richiama la delibera interpretativa del Comitato dei Garanti n. 3 del 12.11.2012 dove si legge che non possono votare coloro che svolgono attività politica in partiti e movimenti di centrodestra o comunque alternativi alla coalizione di centro sinistra “Italia Bene Comune”. Ritiene che la delibera chiarisca in modo inequivocabile l’impossibilità di ammettere  al voto esponenti di liste civiche se queste ultime siano ispirate a  valori e progetti alternativi al centrosinistra, o addirittura abbiano consentito l’affermazione e la permanenza di amministrazioni di centrodestra».

I precedenti sembrano essere un bel po’, almeno in zona. «Il circolo di Tromello – continua l’istantaneo vademecum – ricorda infine che l’attuale maggioranza del Comune di Tromello appartiene all’area del centrodestra, e che  lo stesso sindaco Maurizio Poma si è candidato alle elezioni provinciali dello scorso anno nella lista “Orizzonti di libertà”:
La precisa e prudente portavoce avverte quindi nel proprio “comunicato”, anche il diretto avversario alle elezioni: «Che non provi nessun colpo di mano».
«Consapevole dunque – conclude – che la responsabilità di ammettere un elettore al voto spetti al Presidente di seggio, auspica tuttavia che l’intenzione di permettere la più ampia partecipazione dei cittadini sia coerente con il messaggio proposto dai votanti».