Sepolcri.it, ovvero come creare un memoriale digitale

Gestito dall’omonima associazione culturale di cui non esistono informazioni o contatti

Anche le onoranze funebri arrivano nel terzo millennio. Il sito sepolcri.it, gestito dall’associazione culturale I sepolcri, permette di ricordare anche online i cari scomparsi. Alla voce «cimitero» si trovano le lapidi virtuali, con tanto di fotografie e di filmati, di persone scomparse.

La gran mole di commemorazioni che compaiono sul sito internet riguarda persone comuni, che decidono in qualche modo di ricordare i propri cari con un pensiero. Oltre alla sezione «cimitero» compare anche la voce «notizie», dove si annoverano le morti di persone famose (da Margaret Thatcher a Annette Funicello, star Disney del tempo che fu), insieme a quelle di comuni cittadini scomparsi ad esempio in incidenti stradali, e finiti sulle pagine di cronaca locale.

Il servizio, specifica lo stesso sito, è gratuito, ma un link rimanda a un portale pubblicitario. Naturalmente di imprese di pompe funebri. Il portale in questo caso raccoglie tutti gli indirizzi di agenzie mortuarie, divisi per regioni. Sepolcri è invece un sito riservato a tutte le utenze. Basta entrare nel format messo a disposizione dal webmaster, mettere il proprio nome e cognome e quello del defunto con tanto di data di nascita, luogo della nascita e della morte, e il caro estinto verrà compiutamente ricordato. Non è esclusa la possibilità di aggiungere foto e video. Appena aperta la schermata ci si imbatte in una serie di messaggi ricordo di persone scomparse.

Mariti rimasti vedovi troppo presto, in alcuni casi fidanzati, figli e madri si ritrovano tutti nello spazio virtuale a commemorare i propri cari. È una vera e propria sfilata di dolore, nella quale ognuno cerca di trovare conforto e rassicurazione. Il sito in questione è l’ultimo in ordine di tempo che pone la questione della morte on line. 

Già da tempo la maggior parte dei social network ha attivato meccanismi che permettono ai congiunti del defunto di comunicare la dipartita. Il profilo può essere cancellato, oppure trasformato in una pagina commemorativa, gestita dal famigliare, che spesso interviene, commenta e tagga. 

Qualche dubbio però rimane sui sistemi di controllo delle segnalazioni che vengono fatte al sito. Perché non è detto che tutti, in merito alla morte, abbiano la stessa sensibilità di Ippolito Pindemonte, al quale Ugo Foscolo dedicò i suoi Sepolcri. «All’ombra dei cipressi e dentro l’urne confortate di pianto è forse il sonno della morte men duro?», chiedeva il poeta di scuola romantica.

Qualcuno potrebbe approfittare di questo servizio per giocare qualche tiro mancino, come il protagonista della commedia Amici Miei, capocronista alla Nazione, che per convincere la moglie che non l’avrebbe più tradita, pubblicò la notizia della morte in un incidente stradale della propria amante. Salvo poi continuare la liason in una camera da letto zeppa di corone di fiori.

Se si prova a segnalare la morte di un personaggio di fantasia, ci si accorge che l’avviso viene preso per buono e nel giro di poco tempo, compare sul sito il profilo di un uomo che non è mai esistito. Peraltro sul sito non c’è il riferimento a nessun indirizzo mail o numero di telefono, ma soltanto un format con il quale è possibile contattare il web master. Nemmeno con una rapida ricerca in Google si possono trovare tracce dell’eventuale altra attività alla quale si dedica l’associazione I sepolcri.

Ogni profilo è corredato da foto e da commenti e approvazioni. Il «mi piace» di Facebook, cioè un pollice alzato, è sostituito da un cuoricino. Segno che la comunità  comincia realmente a partecipare e supportare il dolore altrui.

E oggi che tutto passa per internet, la piazza virtuale diventa il vero modo di celebrare la memoria. «Sol chi non lascia eredità d’affetti, poca gioia ha nell’urne». Da oggi tutta la comunità virtuale potrà dunque misurare «l’eredità d’affetti» che lascia chi è passato a miglior vita, con un clic.

Non è detto che un giorno quindi un servizio di questo tipo non possa prendere piede anche tra i gestori di pompe funebri, che tra i servizi forniti potrebbero aggiungere la gestione le pagine dei defunti sui social network. In questo caso potrebbe nascere un vero e proprio cimitero virtuale dove chiunque possa deporre un fiore, né reale né di plastica, ma del tutto virtuale, davanti alla tomba di chi ha lasciato questo mondo.