Video sul sindaco “drogato” comprato col crowdfounding

Una vicenda che ha poco della cronaca e molto del gossip

La Rete ha deciso: vuole vedere il presunto video del sindaco di Toronto che fuma crack. La storia ai limiti dell’assurdo ha inizio a metà maggio quando la redazione del blog Gawker riceve una strana richiesta da parte di alcuni spacciatori: 200 mila dollari per avere in esclusiva il filmato che vede il sindaco di Toronto, Rob Ford, aspirare da una pipetta la droga pesante.

La notizia è golosa per chi fa del giornalismo scandalistico e così il direttore John Cook decide di incontrare il tramite degli spacciatori e di vedere il video. Come racconta Cook, «Rob Ford, il sindaco di Toronto, è l’unica persona visibile nell’inquadratura. Prima del viaggio ho passato un sacco di tempo a guardare le fotografie di Rob Ford e l’uomo nel video è lui. Il filmato è ben illuminato, chiaro e Ford è seduto in una stanza all’interno di una casa. In una mano ha una pipa di vetro, di quelle con un grande globo con due cilindri che escono fuori, nell’altra ha un accendino. Una voce impastata fuori campo sta farneticando di politica canadese in quello che suona come un tentativo di pungolare Ford… Ford, con il tubo in una mano e l’accendino nell’altra sta ridendo e protesta fiaccamente. Sembra che continui a provare ad accendere la pipa, ma continua a fermarsi per ridere. È rosso in viso e sudato, respira affannosamente. Infine riesce a concentrarsi e ad accendere».

L’immagine che illustra la campagna di finanziamenti Rob Ford Crackstarter su Indiegogo

Il Canada è scosso così come tutto il Nord America. Altri giornalisti del Toronto Star affermano di aver visto il filmato e che è reale. I media reagiscono rifiutando la pietra dello scandalo mentre Gawker lo vuole e per raccogliere denaro il 16 maggio apre una richiesta di finanziamento su Indiegogo, noto sito di crowdfunding in cui gli utenti possono finanziare un progetto, un’idea o un oggetto che sarebbe impossibile avere tramite la grande industria.

Come si fa sempre per il crowdfunding, chi contribuisce ha diritto a un premio: con 5 dollari si riceve la copia digitale di The Little Book of Rob Ford, una raccolta di tutte le frasi idiote e le figuracce fatte dal sindaco, con 25 la versione cartacea, a 75 un ringraziamento pubblico tramite l’account Twitter di Gawker. Ma non finisce qui, le quote più alte sono le più interessanti. Con 150 dollari si riceve una bandiera del Canada firmata dal proprietario del blog, Nick Denton, con 200 un quadro con Ford che fuma crack, a mille una cena con la redazione e per la mirabolante cifra di 10 mila dollari il telefonino con cui è stato girato il video. In caso qualcuno se lo stia chiedendo, tutti i premi sono stati consegnati, anche i più costosi.

La richiesta, chiamata Rob Ford Crackstarter, in un gioco di parole tra «crack», la droga e Kickstarter, il più noto sito di crowdfunding, ha raccolto i 200 mila dollari necessari in undici giorni grazie a 8.388 donatori. Sul web c’è chi scherza definendolo come il film canadese più finanziato della storia ma c’è poco da ridere. Con un colpo di scena degno di una spy story ben congegnata, proprio il 27 maggio, quando tutti i fondi sono stati raccolti, Cook fa sapere che i possessori del video sono spariti. Sono in molti a chiedersi se sia stato Ford stesso a comprare il filmato mentre per correre ai ripari Cook ha fatto sapere che se non riuscirà ad avere il video i proventi andranno a un’organizzazione canadese per la lotta agli stupefacenti.

La storia finisce qui, per ora almeno, ma gli interrogativi che pone sono parecchi. Prima di tutto occorre chiedersi se sia giusto pagare degli spacciatori per un filmato del genere ben sapendo che fine faranno quei 200 mila dollari. In seconda istanza è lecito domandarsi se sia corretto utilizzare il crowdfunding per solleticare il lato pruriginoso del web. Sono molti gli esempi di documentari o reportage scomodi finanziati dalla Rete per ovviare alle limitazioni imposte dai giornali ma in questo caso non c’è nessun lavoro giornalistico, si tratta solo di acquistare un video per darlo in pasto alla curiosità di un pubblico solo in minima parte canadese e ancor meno di Toronto.

Anche la foto messa a simbolo della campagna, un fotomontaggio che vede Ford fumare da una pipa, fa propendere più per un’insana voglia di gossipche per la volontà di documentare l’errore di una persona che governa 2,6 milioni di cittadini. Eppure la volontà popolare è chiara: vuole vedere quel video a tutti i costi.

Twitter: @alessiolana

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