Crisi, le pmi tedesche crescono quelle italiane muoiono

Uno studio della Bce racconta le diverse situazioni dei piccoli europei

La Banca centrale europea (Bce) ha condotto un’indagine sull’accesso ai finanziamenti delle piccole e medie imprese (pmi) dell’area euro, tra il 18 febbraio e il 21 marzo 2013. Lo studio si è focalizzato su un campione di 7.510 imprese, di queste 6.960 (93%) ha meno di 250 dipendenti. I principali risultati riguardano la situazione finanziaria, le necessità di finanziamento e la possibilità di accesso a finanziamenti esterni delle pmi.

Situazione finanziaria delle pmi nell’area euro

Il grafico 1 mostra la variazione percentuale netta dei ricavi (turnover) e dei profitti (profit) con dati semestrali che vanno dall’ottobre 2010 al marzo 2013. Tra l’ottobre 2012 e il marzo 2013, le pmi in Germania, Belgio, Irlanda, Austria e Finlandia hanno riportato un aumento netto dei ricavi, ossia la percentuale di pmi che hanno riportato un aumento di ricavi rispetto ai sei mesi precedenti è maggiore della percentuale che ha riportato una riduzione. Al contrario, nelle pmi dell’Europa meridionale, Grecia, Spagna, Italia e Portogallo, questa differenza è molto negativa. Invece le pmi di quasi tutti i paesi dell’area euro hanno riportato profitti negativi, a eccezione di Germania e Austria.

Grafico 1

Il grafico 2 rappresenta i principali problemi che le pmi dell’area euro si trovano ad affrontare. Si tratta sempre di dati semestrali che vanno dall’ottobre 2009 al marzo 2013. Il grafico evidenzia il contributo di Spagna (Es, in verde), Francia (Fr, in giallo), Italia (It, in rosso) e Germania (De, in viola) alla percentuale netta dell’area euro (rappresentata dalla linea nera). Il contributo di ogni paese è ponderato al numero di pmi presenti in ciascuno dei paesi, che a loro volta sono valutati in base al numero di dipendenti di ogni impresa. Dal grafico emerge che il principale problema rimane la “difficoltà a trovare compratori”, seguito al secondo posto dalla “difficoltà ad accedere ai finanziamenti”.

Grafico 2

Necessità di finanziamenti esterni delle pmi dell’area euro

Tra i principali fattori che determinano la necessità di accedere a finanziamenti esterni, le pmi europee riportano gli investimenti fissi, gli inventari e il capitale circolante e la mancanza di fondi interni. Il grafico 3 mostra l’evoluzione del tempo, dall’ottobre 2009 al marzo 2013, di questi fattori a livello dell’eurozona e i contributi di Spagna (Es), Francia (Fr), Italia (It) e Germania (De). L’impatto di tutti e tre i fattori è aumentato negli ultimi anni, soprattutto trainato dalle difficoltà finanziarie delle pmi italiane.

Grafico 3
 

Accesso ai finanziamenti esterni

Il grafico 4 riporta i fattori che rendono problematico per le pmi dell’area euro accedere a finanziamenti esterni. Tra questi fattori emerge il deterioramento della situazione economica generale, la disponibilità dalle banche di concedere finanziamenti, i profili finanziari negativi, il capitale proprio e la storia finanziaria delle singole imprese. Dal grafico emerge che, sebbene la situazione economica generale influenzi negativamente le pmi di tutti i paesi europei, i fattori legati alle problematiche delle singole imprese siano particolarmente negativi soprattutto per Italia e Spagna.

Grafico 4
 

Il 5 grafico mostra la rilevanza dei diversi problemi di accesso al credito nei singoli paesi nel periodo che va dall’ottobre 2010 a marzo 2013. I dati sugli ostacoli finanziari sono costruiti come la somma delle percentuali delle pmi a cui il credito è stato negato, che hanno ottenuto solo una parte del finanziamento che avevano richiesto, che non hanno potuto chiedere un finanziamento perché il suo costo sarebbe stato troppo elevato e di quelle che non hanno fatto richiesta per paura che gli venisse rifiutato. Dai dati emerge che i paesi per cui questi ostacoli sono più alti sono Grecia (64%), seguita da Irlanda (59%), Spagna (51%) e Olanda (45%). Il paese in cui questi ostacoli sono più bassi è Germania (9%).

Grafico 5