In caso di emergenza ci avviserà Twitter

WEB E EMERGENZE

Twitter viene da anni spontaneamente utilizzato dalle persone coinvolte in situazioni di emergenza e dai loro soccorritori. Attraverso il servizio Alerts il social nework sta tendando di formalizzare questa sua caratteristica sempre più apprezzata con il passare degli anni.

La funzione di sistema di allarme è stata una caratteristica del social network fin dal suo primo successo. I suoi fondatori, che non si aspettavano un utilizzo di questo tipo del servizio da loro offerto, furono i primi a sorprendersi quando le notizie relative a un terremoto a San Francisco si diffusero prima su Twitter che sui media tradizionali. Si dà il caso che la notorietà di Twitter sia dovuta anche alla sua capacità di trasmettere informazioni utili a gestire le crisi, diffondere allerte metereologiche o supportare le rivoluzioni, come nel caso della primavera araba. Il social network, dopo aver implementato formalmente nella sua architettura alcune user generated function come hashtag, retweet e reply, è ancora capace di sfruttare la sua base di utenti per migliorare appeal e reputazione del proprio prodotto. Ma in realtà Alerts è da vedersi come uno dei tentativi strategici di Twitter nell’affermarsi come servizio non solo di nicchia.

Missing Child Alert: Robert Richard, M/B/14, from Yonkers. Has autism. May be in BX. Call 911 if seen. #alert pic.twitter.com/PrhsD9vNgq

— NYC OEM – Notify NYC (@NotifyNYC) October 31, 2013

I social media e i servizi online che hanno pù successo si stanno, in un certo senso, istituzionalizzando. Ormai questi colossi sono consapevoli di aver assunto un ruolo nella società come infrastruttura comunicativa e hanno tutta l’intenzione di sfruttare questo vantaggio competitivo. Anche se ovviamente un servizio come Alerts non porterà un diretto beneficio economico, Twitter sta tentando di monetizzare in termini di buona reputazione i comportamenti dei propri utenti. Dopo alcune polemiche seguite alla sperimentazione di Alerts che hanno visto coinvolto l’account di Reuters, ci si potrà iscrivere direttamente al servizio sulla pagina Twitter delle organizzazioni che ne hanno fatto richiesta attraverso un bottone arancione con l’icona di un campanello di fianco al tasto di following. Gli Alerts appariranno in modo diverso dai tweet della timeline.

La prima manifestazione di un proto-Alerts è stato il progetto Lifeline in Giappone. Nel paese del sol levante, Alerts vede tra i suoi partecipanti la città di Tokyo e i suoi vigili del fuoco, nonché la polizia di Osaka. Il servizio è presente anche in Korea, Inghilterra e Irlanda, e da questa settimana anche in Brasile e Australia.

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