C’è la crisi? Meno soldi per disoccupati

C’è la crisi? Meno soldi per disoccupati

Uno dei problemi maggiori delle politiche del lavoro sta nel riuscire a rendere anti-cicliche le spese per le politiche attive, cosa del tutto non scontata visti i dati nei paesi Ocse. L’intuizione economica vorrebbe che, in periodi di alta disoccupazione, le spese per formazione, per le politiche di incitazione all’imprenditorialità, per i sussidi all’assunzione, aumentassero per evitare il deperimento del capitale umano provocato da una lunga assenza fozata dal mercato del lavoro. Il caso italiano è emblematico. Le risorse solitamente dedicate ai programmi attivi sono del tutto scollegate dalla dinamica della disoccupazione: la spesa per disoccupato è calata nel 2011, anno di vacche economiche magrissime, rispetto al già basso livello di spesa nel picco del ciclo economico precedente, nel 2006. La forza dei paesi nordici sta anche nell’investire in formazione nei momenti di alto slack del mercato del lavoro. Serve, anche in questo ambito, un cambio radicale di mentalità e di finanziamento.

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