Perché gli U2 hanno regalato il loro nuovo disco?

Perché gli U2 hanno regalato il loro nuovo disco?

Il 9 settembre 2014, al Flint Center di Cupertino in California, Apple ha presentato i nuovi modelli di iPhone e il suo primo, attesissimo, orologio. A chiusura dell’evento, la storica band rock U2 è salita sul palco, ha annunciato a sorpresa l’uscita di un nuovo disco (intitolato Songs of innocence) e ha suonato dal vivo una canzone. Fin qui, tutto bene. È quello che è successo dopo è piuttosto strano. O, forse, no.

Tim Cook, CEO di Apple, tornato sul palco ha detto al pubblico: «non è il singolo più incredibile che abbiate mai sentito? Ne vorremmo un intero album». E Bono ha risposto: «la domanda è, come facciamo a farlo avere al maggior numero di persone possibile? Perché quella è la cosa importante per la nostra band». E ha continuato: «credo che il vostro iTunes abbia più di mezzo miliardo di utenti, no? Potresti farglielo avere in qualche modo?». E Cook, tra le risate, «se glielo dessimo gratis…». Pochi secondi dopo, Cook e Bono annunciano che tutti i possessori di iPhone, iPad o di un computer con sopra iTunes potevano scaricare gratuitamente il nuovo album degli U2. Se anche solo il 5% degli oltre 500 milioni di utenti di Apple scaricherà effettivamente il disco, sarà l’album di maggior successo della storia degli U2, superando i 25 milioni di dischi venduti del loro The Joshua Tree. Solo che non saranno dischi venduti, ma solo scaricati. E gli U2 non ci guadagneranno nulla. O no?

La band di Bono non pubblicava un nuovo album da 5 anni e niente di grande successo da almeno dieci. Di fatto, gli U2 sono una grande band rock, che ha segnato la storia della musica negli anni Ottanta e che ora è in lento declino. Basta guardare i loro ultimi dischi per capirlo. Non parliamo di qualità e bellezza delle canzoni, parliamo banalmente di vendite: il loro album del 2000, All That You Can’t Leave Behind, quello con Beautiful Day, Stuck in a Moment You Can’t Get Out Of e Elevation, ha venduto 12 milioni di copie in tutto il mondo. Il loro album successivo, How to Dismantle an Atomic Bomb, ne ha vendute 10. Il loro penultimo, No Line on the Horizon, ne ha venute 5.

Nei 36 anni di carriera degli U2, l’industria musicale è cambiata parecchio, passando attraverso quattro diversi formati dominanti (vinile, musicassetta, CD e download digitale), superando crisi e difficoltà. Ma nell’ultimo periodo qualcosa di sostanziale sembra essere cambiato. Il giro d’affare attorno alla musica si è ridotto drasticamente (guardate l’animazione qui sotto, non tanto facendo caso alle fette della torta che si muovono quanto alla dimensione della torta) e sempre meno persone si sono ritrovate disposte a pagare per possedere della musica. Da prodotto quale era, la musica sembra trasformarsi in un servizio.

(gif animata da Digital Music News)

(infografica di Stefano Baghino)

E in un mondo in cui la musica non passa quasi più dai dischi e sempre più dallo streaming e dalla pirateria, gli U2 hanno fatto l’unica cosa sensata per un gruppo nato nel 1976 e a rischio estinzione. Sono andati in uno dei luoghi più osservati del mondo e hanno detto: la nostra musica è qui, gratis, prendetevela.

Che gli U2 avessero cambiato strategia era già chiaro lo scorso febbraio. Durante il Superbowl, il gruppo ha lanciato (insieme a Bank of America e alla associazione no-profit RED fondata da Bono) una nuova canzone, intitolata Invisible. Il brano, anche allora, era in download gratuito su iTunes e, per ogni scaricamento, Bank of America donò un dollaro alla lotta contro l’AIDS. In 24 ore, 3 milioni di persone scaricarono Invisible e gli U2 tornarono a essere una band di cui ci ricordavamo il nome.

E poi, c’è un altro fondamentale tassello da aggiungere all’equazione per capire la mossa degli U2, per capire se ha senso per una band regalare la propria musica. L’ultimo tour degli U2, quello almeno formalmente legato al disco che ha venuto solo 5 milioni di copie, è stato — tenetevi forte — il tour che ha incassato di più nella storia della musica. 736 milioni di dollari di ricavi dai biglietti e 7,2 milioni di spettatori in tutto il mondo. Nel mercato della musica — almeno per una band come gli U2 — i soldi non passano più dagli acquisti di dischi ma da tutto il resto: tour, merchandising, versioni deluxe, edizioni limitate. È il modello freemium (quello tipico del web per cui tutti hanno una versione base gratis e alcuni pagano per ottenere delle cose aggiuntive) applicato al rock’n’roll. E regalare il nuovo album a 500 milioni di persone è la più grande operazione di marketing che gli U2 potessero inventarsi, non per promuovere il loro nuovo disco, ma per promuovere gli U2.

Sul sito del gruppo, in contemporanea alla pubblicazione dell’album su iTunes, è apparsa una lettera di Bono Vox ai fan. «Vi sarete accorti, che l’album è gratis […] per tutti su iTunes grazie ad Apple. Per festeggiare il decimo anniversario del nostro spot per iPod, l’hanno comprato come regalo per tutti i loro clienti. Gratis, ma pagato. Perché se nessuno paga per nulla, non siamo sicuri che la musica “gratis” sia davvero libera [Bono gioca col doppio significato di free, in inglese]». Il disco, dice insomma Bono, era gratis per gli utenti ma non è veramente gratis. Gli U2 hanno stretto un accordo con Apple (secondo un blog del Wall Street Journal, dal valore di 100 milioni di dollari) per regalare il disco agli utenti di iTunes e usare le canzoni per le pubblicità di iPhone e Apple Watch nei prossimi mesi. E anche questa, è una vittoria per gli U2. Una band che, nata nel 1976, sembra aver capito meglio di tutti gli altri da che parte sta andando la musica. 

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