Il piano Ue sull’immigrazione: all’Italia l’11,84% dei richiedenti asilo

Il piano Ue sull’immigrazione: all’Italia l’11,84% dei richiedenti asilo

L’agenda sull’immigrazione annunciata dalla Commissione europea è stata definita il 13 maggio a Bruxelles, con azioni immediate per la gestione della migrazione e altre spostate più avanti nel tempo. Rimandati a fine maggio la distribuzione dei rifugiati nei Paesi dell’Ue e il programma per il loro reinsediamento. 

I due canali di accoglienza

L’accoglienza stabilita dalla Commissione Ue è doppia. Il primo canale, di relocation obbligatoria, prevede dalla fine di maggio la redistribuzione dei richiedenti asilo che arrivano o sono già arrivati in Europa «per assicurare una partecipazione corretta e bilanciata», ma solo tra 25 Paesi. Regno Unito, Irlanda e Danimarca, grazie alla opzione di opt-out, potranno scegliere se partecipare o no al progetto. Gli Stati membri saranno quindi responsabili dell’esame della richiesta di asilo dei migranti.

La distribuzione tra i Paesi si basa su criteri quali il Pil, la popolazione, il tasso di disoccupazione e la presenza di richiedenti asilo e rifugiati. L’obiettivo della Commissione è creare un sistema di condivisione delle responsabilità sul tema immigrazione. Si prevede per questo motivo, entro la fine del 2015, una proposta di legge per fornire un sistema di redistribuzione obbligatoria tra gli Stati membri. L’Italia dovrebbe farsi carico dell’11,84% dei richiedenti asilo. Ma considerato già l’impegno, il nostro Paese sarà esonerato dall’accoglienza di nuovi richiedenti asilo. Anzi, una parte dei profughi già ospitati dovrà essere trasferita altrove. Al 4 maggio i migranti presenti nelle 1.861 strutture italiane erano 73.075. Il numero effettivo del totale dei richiedenti asilo presenti in Europa, in base al quale si stabilirà poi il numero effettivo per ciascun Paese, si conoscerà a fine maggio con il censimento delle presenze. L’ultimo numero disponibile, aggiornato a fine 2014, dice che i richiedenti asilo presenti in Europa erano 626.715.

Le quote europee di accoglienza

Il secondo progetto, di resettlement, è invece volontario ed è gestito dall’Alto commissariato Onu per i rifugiati. Prevede la redistribuzione tra i Paesi membri di 20mila profughi presenti nei campi extra Ue, con l’obiettivo di evitare che si affidino a scafisti e trafficanti per arrivare in Europa. In questo progetto, all’Italia spetta il 9,94%, al terzo posto dopo il 15,43% della Germania e l’11,87% della Francia. 

Il budget

La Commissione ha stanziato 89 milioni di euro per la gestione dell’immigrazione. Di questi fondi, 27 milioni saranno destinati alla agenzia Frontex per rinforzare le due operazioni Triton e Poseidon con l’obiettivo di «triplicare le operazione per gli ultimi sette mesi del 2015». Altri 57 milioni andranno a rinforzare il fondo Amif, Asylum, Migration and Integration Fund: 25 milioni per la prima accoglienza dopo gli arrivi, 25 per la ricollocazione dei profughi, altri 7 per rafforzare i programmi di sviluppo regionale e protezione per il Nord Africa e il Corno d’africa. Per la gestione del progetto di resettlement dei profughi presenti nei campi extra Ue sono previsti 50 milioni di euro tra il 2015 e il 2016. In aggiunta, la Commissione propone di accrescere il Fondo di sicurezza interna (Isf) con 5 milioni di euro per coprire l’assistenza iniziale dei migranti, dal soccorso medico all’identificazione. La Commissione punta anche ad allargare lo staff delle agenzie Frontex (16 persone in più), Europol (tre persone in più) ed Easo, European Asylum Support Office (4 persone in più). Gran parte di queste risorse, spiegano dalla Commissione, provengono dal programma spaziale Galileo, che verrà ritardato nel secondo trimestre del 2016.  

Cosa deve fare ora l’Italia

L’Italia deve creare entro fine giugno almeno sette centri per lo smistamento degli stranieri, ognuno dei quali con una capienza massima di 400 posti. Secondo quanto riporta il Corriere della sera, l’elenco sottoposto al ministero dell’Interno comprende Taranto, Augusta, Pozzallo, Porto Empedocle, Lampedusa e San Giuliano, oltre a due caserme a Civitavecchia e Messina. 

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