La Terra si riscalda e noi balliamo e cantiamo

La Terra si riscalda e noi balliamo e cantiamo

Esiste un metodo per convertire dati in note musicali. Si chiama “data sonification”, ed è parallelo rispetto al “data visualization”. La procedura è comunque la stessa: i dati non vengono presentati secondo schemi e figure, ma secondo una disposizione sonora. Secondo Daniel Crawford, musicsta e il professor Scott St. George dell’Università del Minnesota, potrebbe essere una buona idea per raggiungere un pubblico più vasto, interessarlo e informarlo.

Lo hanno fatto con i dati del riscaldamento globale. Anziché mostrare un grafico in cui si vede la temperatura che si alza con una linea che unisce due punti, hanno messo insieme una composizone per violoncello, intitolata “A Song of Our Warming Planet”. I suoni più bassi corrispondono alle temperature più basse, e ogni semitono in più equivale a un cambiamento di 0,03 gradi verso l’alto. La composizione racconta, in musica, l’innalzamento della temperatura dal 1880 al 2012.

A Song of Our Warming Planet, da Vimeo

Dopo due anni, Crawford e St.George sono tornati all’opera e hanno realizzato una nuova composizione. Si chiam “Planetary Bands, Warming World” ed è un quartetto per archi, basato sui dati del Goddard Institute for Space Studies della Nasa. A ogni strumento corrisponde una zona geografica dell’emisfero boreale: il violoncello riproduce le temperature della zona equatoriale; la viola le zone centrali i due violini le più alte e le zone artiche. Come suggerisce il professor St. George, bisogna prestare attenzione al violino: “È il mdo più efficace per capire la grandezza del cambiamento, soprattutto nelle regioni artiche, dove il riscaldamento è stato più forte che altrove”.

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