Ma chi è il Mailer Daemon?

Ma chi è il Mailer Daemon?

Mandate una mail e l’indirizzo è sbagliato? Allora state sicuri di ricevere una visita dal Mailer Demon, sotto forma di un’email di risposta, con una serie di numeri e codici incomprensibili. Ma chi è? Perché dalle profondità infernali della rete è arrivato perfino un demone? Non bastava una semplice mail di avviso (ad esempio il collega “Out of Office” fa lo stesso lavoro, senz necessità di evocare figure infernali).

Si chiama Daemon ed è un programma che esegue un comando in modo automatico. Sembra una cosa da nulla, ma non lo è: ci fu un’epoca (i più cresciuti lo ricorderanno) in cui per questo genere di cose servivano sempre esseri umani presenti a inserire gli input o i codici di informazione. Il Daemon agisce da solo e svolge compiti umili ma fondamentali.

Si chiama così perché agisce senza nessuno se ne accorga, in un’area oscura, fuori dalla vista degli esseri umani. E se vi sembra strano un concetto del genere in campo informatico, dove più o meno tutto funziona in questo modo, sappiate che gli inventori di questa definizione sono alcuni ricercatori del Mit, che lavoravano negli anni ’60. La loro ispirazione, spiega Fernando Corbato, uno del team, deriva dal “Maxwell’s daemon” (che in Italia è noto come “diavoletto di Maxwell”), cioè un esperimento mentale (un’ipotesi immaginifica, diciamo) che potrebbe mettere in discussione il secondo principio della termodinamica. Funziona così: un diavoletto è a custodia di due contenitori pieni di un gas identico alla stessa temperatura, A e B. Sono accostati uno all’altro e collegati a una botola. Quando una particella di A prende velocità e va verso la botola, il diavoletto, che ha una vista molto acuta, la apre e la fa passare in B. In questo modo B aumenta la propria temperatura, mentre A si raffredda. Ed è una condizione che contraddice il secondo principio di termodinamica, che vuole che sia “impossibile realizzare una macchina termica il cui rendimento sia pari al 100%”.

Bene. Ma che c’entra la termodinamica con le mail? Niente. I ricercatori del Mit erano solo affascinati da questa figura, il diavoletto – o demone – che, con acribia, stava a controllare tutte le particelle di una scatola, apriva e chiudeva botole, ne faceva passare alcune e altre no. Più o meno è lo stesso tipo di lavoro del Mailer Daemon: controlla le mail, verifica quali arrivano a destinazione (e le lascia stare) e quali, invece, si perdono per strada. Le va a riprendere e, una per una, le riporta a casa. Poteva essere anche un Catcher in the Rye, nella definizione che ne dà lo stesso Holden, nel libro di Salinger, ma è un demone. Una creatura a metà tra l’umano e il divino, secondo la cultura dell’antica Grecia, e si vede come le cose siano cambiate e i tempi, anche per i demoni, siano diventati duri. Una volta il daemon era il consigliere di Socrate, l’ispirazione che gli impediva di fare o dire cose sbagliate. Ora recupera le mail.