Quattro cose che Napoleone può insegnarci sull’amore

Quattro cose che Napoleone può insegnarci sull’amore

È passato alla storia per le sue imprese militari e per le sue riforme civili, eppure Napoleone, con tutti i suoi difetti caratteriali, ha vissuto anche una vita intensa dal punto di vista sentimentale. Travolto dagli afflati romantici dell’epoca, invischiato in relazioni adulterine come ogni uomo di Stato merita, sposato due volte. La vicenda di Napoleone, in fatto di cuore, è simile alla sua vita sui campi di battaglia, con una sola differenza: Waterloo, in questo senso, arriva subito. E non vincerà quasi mai.

Immedesimarsi nei romanzi
Il giovane Napoleone, come ogni ragazzo della sua epoca, passò parte della sua giovinezza a leggere (e rileggere), nel quieto della sua cameretta, I dolori del giovane Werther, sognando di diventare come l’eroe del romanzo. Si immedesimò a tal punto che, innamoratosi della bella Eugénie Desirée Clary, che però rifiutò di sposarlo, decise di reagire scrivendo anche lui un libro. Si intitola Clisson et Eugénie, e racconta la storia struggente di un valoroso soldato (lui) alle prese con un amore difficile per una donna infedele ma bellissima (lei).

Sopportare con fierezza le corna
Napoleone avrà anche sconfitto interi Stati, ma in amore non vinse sempre. Anzi. La moglie Giuseppina, di sei anni più vecchia di lui, approfittò dell’assenza del marito (stava facendo la sua storica campagna in Italia) per trovarsi un amante. Era il luogotenente del reggimento degli ussari, Hyppolite Charles. Secondo le cronache, era basso come Napoleone, con dei grandi baffoni e un irresistibile senso dell’umorismo – per sottolineare che le donne, per conquistarle, bisogna farle ridere.

Napoleone scoprì tutto, lei negò, poi arrivò la conferma mentre lui era in Egitto. La lettera di richiesta di divorzio, scritta in un accesso d’ira, fu intercettata dall’ammiraglio Nelson, e così i due rimasero sposati. Al suo ritorno in patria Giuseppina capì che era meglio mollare Charles e tenersi Napoleone, che in quel momento era al massimo della sua gloria. Una scelta saggia, non fosse che poi, comunque, il divorzio arrivò lo stesso.

In ogni caso, coltivare diverse amanti
Le amanti di Napoleone sono tantissime. Queste le più significative:
Appena seppe del tradimento della moglie, Napoleone reagì da vero italiano (francesizzato): se ne trovò una per sé. Era Marguerite Pauline Bellisle Fourès, moglie di uno dei suoi ufficiali, che aveva “promosso”, per l’occasione, latore di dispacci speciali per levarselo dai piedi. La donna gli piaceva molto, la chiamava “la Bellilotte”. I soldati, invece l’avevano ribattezzata la Cleopatra di Napoleone.

In ogni caso, fu una storia breve: lui le fece tante promesse e poi la abbandonò, con qualche soldo, appena tornò in Francia. Lei si consolò con altri tre uomini, di cui ne sposò due. Tutti soldati (all’epoca le uniformi erano giudicate molto attraenti).

Un’altra amante fu Giuseppina Grassini, cantante lirica italiana conosciuta a Milano durante la battaglia di Marengo. Si divise sempre tra l’imperatore e le tournée in tutta Europa, in particolare al seguito di un violinista fascinoso. Il suo, per Napoleone non fu vero amore: quando lui morì, lei divenne l’amante dell’acerrimo nemico di sempre, lord Wellington.

Maria Walewska, invece, fu tutta un’altra cosa. Polacca, era già nota ai tempi per la sua bellezza e le buone maniere aristocratiche. Appassionata della causa per la Polonia, che all’epoca non esisteva più, lottava per la ricostruzione della sua patria. L’unico che poteva aiutarli, in questo senso, era Napoleone.

L’imperatore di Francia la conobbe a un ballo, appena prima della campagna di Russia, e rimase colpito. Lei gli venne offerta, con l’obiettivo di stabilire un legame tra l’imperatore e l’aristocrazia polacca. Sembrava una mossa saggià. Maria accettò a malincuore di sacrificarsi. Ma in seguito, come nei migliori romanzi di genere, si innamorò. Anche lui la ricambiò e fu forse l’unica storia d’amore della sua vita. Ebbero anche un figlio (illegittimo). Le cose, poi, andarono come andarono: lui fu sconfitto dal generale inverno (e da Kutuzov), lei divorziò ed ebbe problemi finanziari. Si rividero spesso. L’ultima volta fu proprio il giorno prima della partenza, definitiva, di Napoleone per Sant’Elena. Come in un Harmony, le loro vite rimasero legate, in senso ideale, fino alla fine. Quando lei morì, la notizia venne spedita via lettera sull’isola, ma arrivò troppo tardi. Anche lui era già morto.

Quando capita, cedere ai rimpianti
Napoleone non era, nonostante tutto, un sentimentale. Le donne erano a metà tra un’attrazione e uno strumento di potere. Era il caso di Marguerite Joséphine Weimer, che fu amante del fratello Luciano e poi passò al maggiore (e più potente) Napoleone. Venne spedita in Russia, con l’obiettivo di sedurre lo zar Alessandro.
La Russia, però, resterà sempre il grande rammarico, il cruccio finale. Sul letto di morte Napoleone, ripercorrendo la sua incredibile vita, rimpiangerà più volte di non essersi imparentato con la famiglia degli zar, sposando la sorella minore di Alessandro I, Anna Pavlovna. Ma l’offerta, che pure venne presentata da parte degli ufficiali francesi, fu respinta (non in modo diretto) dal fratello maggiore. La Russia e la Francia stavano per entrare in guerra e si può pensare che la fortuna di Napoleone finì in quel momento, con una donna mai raggiunta. Tutto il resto, poi, è Guerra e Pace.