Dopo il referendum sempre più italiani vogliono comprare casa in Grecia

Dopo il referendum sempre più italiani vogliono comprare casa in Grecia

Non sono solo le casse greche a essere in fibrillazione. Lo sono anche le case. In attesa di capire il destino di Atene, l’interesse per il mercato immobiliare greco è cresciuto. Anche da parte degli italiani. Dal giorno seguente all’annuncio del referendum del 5 luglio, le ricerche immobiliari per acquisti di case effettuate da utenti in Grecia sono calate del 38 per cento. Ma allo stesso tempo le richieste arrivate dall’estero sono cresciute del 60 per cento. L’unico Stato europeo che ha ridotto il numero di ricerche di immobili greci è, stranamente, la Germania (-5%). Il calcolo lo ha fatto Immobiliare.it, che ha analizzato il traffico delle case greche in vendita presenti sul sito, confrontando questi numeri con quelli del gruppo greco Spitogatos.gr, che gestisce a sua volte 600mila annunci. 

Nei giorni seguenti alla proclamazione del referendum, il traffico dall’estero du Spitogatos.gr (che gestisce 600mila annunci immobiliari) è cresciuto del 130 per cento

Nei tre-quattro giorni seguenti alla proclamazione del referendum da parte di Alexis Tsipras, il traffico dall’estero su Spitogatos.gr è cresciuto del 130 per cento, per poi assestarsi intorno a un incremento medio del 50%, rimasto costante nei giorni successivi. «L’aumento delle ricerche», spiega Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it, «è fortemente connesso all’esposizione mediatica della Grecia, che occupa le prima pagine di tutti i giornali del mondo: dal clamore legato alla sua possibile uscita dall’euro e dalle conseguenti ricadute sul costo del mattone è derivato il forte incremento delle consultazioni nei motori di ricerca da parte di utenti internazionali». 

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MESSAGGIO PROMOZIONALE

Non tutte le nazioni hanno mostrato lo stesso interesse nei confronti del mattone greco, che sta vivendo la sua seconda crisi immobiliare dopo quella successiva alle Olimpiadi del 2004 con una forte contrazione dei prezzi. A guardare con più attenzione alle opportunità del mercato immobiliare ellenico sono le nazioni più vicine o quelle storicamente legate alla Grecia: in primis la Russia, con un aumento del 244 per cento nelle ricerche rispetto al periodo precedente alla proclamazione del referendum, l’Italia (+194 per cento), la Francia (+156 per cento) e la Turchia (+105 per cento). Seguono poi quei Paesi tradizionalmente territorio di emigrazione greca, come gli Stati Uniti (+114 per cento), l’Australia (+105 per cento) e il Canada (+96 per cento). Si segnala, inoltre, l’aumento relativamente contenuto delle ricerche dal Regno Unito (+36 per cento). «Per quanto riguarda le domande provenienti dall’Italia», continua Giordano, «occorre ricordare che da sempre la Grecia è una delle principali destinazioni per i cittadini che puntano ad acquistare una casa per le vacanze all’estero: il probabile ulteriore calo dei prezzi rende il mercato immobiliare greco più appetibile del solito».