Legalizzare o punire?

Legalizzare o punire?

Il senatore Benedetto Della Vedova, ex dirigente dei Radicali e molte altre cose nella sua lunga carriera politica – oggi è sottosegretario agli Affari esteri, eletto con Scelta Civica – ha fatto tornare al centro del dibattito uno dei suoi molti temi ricorrenti. Più di un anno fa la Corte Costituzionale dichiarò illegittima la legge Fini-Giovanardi del 2006, facendo pensare che un’azione della politica sulle droghe leggere e lo status legale della loro vendita e consumo fosse imminente.

Era il febbraio del 2014 e da allora, invece, poco o nulla si è mosso, fino all’iniziativa di Della Vedova. Un suo documento per promuovere la legalizzazione della cannabis ha raccolto le firme di 218 parlamentari – di tutti gli schieramenti, dal Pd a Sel a Forza Italia e al Movimento 5 Stelle.

Come per le unioni civili – in queste settimane sta percorrendo il suo accidentato iter parlamentare un ddl in tema promosso dalla senatrice Monica Cirinnà, Pd – si tratta di una questione su cui l’Italia rimane nel suo splendido immobilismo, mentre gli altri Paesi europei e occidentali prendono iniziative, discutono, sperimentano. I prossimi mesi diranno se Della Vedova e i 218 riusciranno davvero a cambiare le cose.

La nostra posizione è chiara, come abbiamo scritto poche settimane fa: il proibizionismo verso un’abitudine tanto diffusa non ha senso e lascia in mano alla criminalità una miniera d’oro. Ma per decidere bisogna conoscere. Ecco quindi una selezione dei nostri articoli sul tema:

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Linkiesta Paper Estate 2020