Via libera al nuovo Senato

Palazzo Madama approva la riforma costituzionale: 179 sì, 16 no, 7 astenuti

Il ddl Boschi che riforma la Costituzione è stato approvato al Senato: 179 voti favorevoli, 17 contrari e 7 astenuti. Hanno votato a favore delle riforme costituzionali solo i partiti di maggioranza che sostengono il governo. Le opposizioni (M5s, Lega, Forza Italia e Sel), fatta eccezione per i fittiani che hanno votato contro, non hanno partecipato al voto.

Non si tratta comunque del via libera definitivo. Il testo passa ora alla Camera; poi dovrà passare di nuovo dalle due aule Parlamentare. E, infine, secondo i piani del governo, entro l’autunno 2016 dovrebbe tenersi il referendum popolare.

Cosa c’è nella riforma

– Il nuovo Senato

La Camera sarà l’unica assemblea legislativa e anche l’unica a votare la fiducia al governo. I deputati rimangono 630 e verranno eletti a suffragio universale, come accade oggi.

Il Senato sarà composto da 95 eletti dai consigli regionali, di cui 21 sindaci e 74 consiglieri-senatori, piu’ cinque nominati dal Capo dello Stato che resteranno in carica per sette anni. Avrà competenza legislativa piena solo su riforme costituzionali e leggi costituzionali. Potrà chiedere alla Camera la modifica delle leggi ordinarie, ma Montecitorio non sarà tenuto a tenere conto della richiesta. Su alcune leggi, però, quelle che riguardano il rapporto tra Stato e Regioni, la Camera potrà non tener conto delle richieste del Senato solo respingendole a maggioranza assoluta.

I 95 senatori saranno ripartiti tra le Regioni in base al peso demografico. I Consigli regionali eleggeranno con metodo proporzionale i senatori tra i propri componenti; uno per ciascuna Regione dovrà essere un sindaco.

Sono i cittadini, al momento della elezione dei consiglieri regionali, a indicare quali consiglieri saranno anche senatori. E i Consigli regionali ratificano la scelta. Questa novità è stata inserita per volere della minoranza Pd.

I nuovi senatori godranno delle stesse tutele dei deputati. Non potranno essere arrestati o sottoposti a intercettazione senza l’autorizzazione del Senato.

– Titolo V della Costituzione

Sono riportate in capo allo Stato alcune competenze come energia, infrastrutture strategiche e sistema nazionale di protezione civile. La Camera potrà approvare leggi nei campi di competenza delle Regioni, quando lo richiede la tutela dell’interesse nazionale.

– Presidente della Repubblica

Sarà eletto dai 630 deputati e 100 senatori, senza i rappresentanti delle regioni previsti oggi. Per i primi tre scrutini occorrono i due terzi dei componenti, poi dal quarto si scende ai tre quinti; dal settimo scrutinio sarà sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti.

– Corte costituzionale

Cinque dei 15 giudici costituzionali saranno eletti dal Parlamento: 3 dalla Camera e 2 dal Senato.

– Referendum e leggi iniziativa popolare

È richiesta la raccolta di 800mila firme anziché 500mila. Ma per renderlo valido dovrà votare la metà degli elettori delle ultime elezioni politiche, anziché la metà degli iscritti alle liste elettorali. Salgono da 50mila a 150mila le firme necessarie per presentare un ddl di iniziativa popolare.

– Via province e Cnel

Vengono cancellate dalla Costituzione, atto necessario per abrogarle definitivamente. Abrogato il Cnel, Consiglio nazionale economia e Lavoro, organo costituzionale secondo la Costituzione del 1948.