Se un software crea i discorsi dei politici

Lo hanno creato all’Università del Massachusetts. È in grado di argomentare e difendere posizioni precise. Rottamando anche Baricco

Finora si erano limitati a imitare lo stile di Philip K. Dick, o a scrivere frasette brevi. Ora, però, hanno fatto il passo in avanti: l’Intelligenza Artificiale può comporre discorsi politici, dall’inizio alla fine. Con risultati più che convincenti.

Lo sostiene un team di ricercatori dell’Università del Massachusetts, chiamato Amherst. Il loro sistema, composto da una serie di metodi integrati tra loro (ad esempio la tecnica n-gram di Google), riesce a studiare e posizionare le parole nel testo in modo coerente, creando una serie di frasi fatte che funzionano bene, se concatenate tra loro. Addirittura, dicono gli scienziati, può essere modulato sugli argomenti, sulle posizioni da sostenere e sulle ideologie politiche del partito.

Si basa su oltre 4.000 discorsi politici pronunciati nei dibatti del Congresso, su ogni tipo di tematica possibile. Un patrimonio per chi cerca di memorizzare vocabolario, strutture grammaticali, topoi retorici, idee. Li accumula e rielabora. Un risultato è questo:

Signor Presidente, per anni, i consumatori onesti ma sfortunati hanno avuto la possibilità di far valere il loro caso e venire sotto la protezione dal fallimento, vedendosi scontati i loro debiti ragionevoli e validi. Il modo in cui il sistema deve funzionare, il tribunale fallimentare valuta diversi fattori, tra cui reddito, asset e debito per determinare quali debiti possono essere pagati e come i consumatori possono ottenere tornare in piedi. Levatevi per la crescita e opportunità. Fate passare questa legge.

Come si vede, non è proprio Shakespeare. Però, a parte qualche zoppichìo grammaticale, il discorso fila. Perlomeno, si fa capire. Di sicuro, può competere senza problemi con Alessandro Baricco come ghost-writer di Renzi.

E certe cose, come queste qui sotto, un robot non le può (ancora) fare: