Euro 2016, dubbi sulla sicurezza in attesa del calcio d’inizio

Mancano tre giorni alla prima partita del torneo continentale. Hollande: «La minaccia esiste». Valls: «Il Paese non rinuncerà agli Europei»

  

Mancano tre giorni esatti all’inizio di Euro 2016, il torneo di calcio continentale riservato alle nazionali che si terrà in Francia. Il 10 giugno, allo stadio Saint-Denis (lo stesso in cui Francia e Germania stavano disputando un match amichevole mentre un gruppo di jihadisti assaltava il Bataclan) i Transalpini giocheranno la partita inaugurale del torneo contro la Romania. Un evento che servirà a capire l’efficacia delle misure di sicurezza dispiegate dallo Stato. E in questa vigilia, è lo stesso presidente Hollande a tenere alto il livello di guardia: «La minaccia contro la sicurezza di Euro 2016 esiste e vale per un periodo che sarà lungo, ma non bisogna mai farsi impressionare. Occorre prendere tutte le misure perché il torneo vada bene». Peccato che la prova generale non sia andata bene. Durante il match fra Psg e Olympique Marsiglia (21 maggio), fumogeni, caschi, bottiglie di vetro e bastoni sono stati introdotti allo stadio attraverso i quattro accessi (rispetto ai soliti 26) riservati al pubblico. I responsabili della sicurezza garantiscono che questi problemi verranno risolti e che, grazie alla presenza di oltre 70 mila poliziotti e 13 mila addetti delle società private di security, le partite si svolgeranno in massima sicureza. Un messaggio diretto innanzitutto ai 2,5 milioni di tifosi (di cui 1,5 milioni stranieri) che hanno già comprato un biglietto per lo stadio. L’ennesima sfida per la Francia che in questi giorni sta affrontando le conseguenze di scioperi e alluvioni. L’ennesimo grattacapo per il premier Valls che non (per il momento) non batte ciglio: «Il Paese non ha alcuna intenzione di rinunciare agli Europei».