Il misterioso significato di Abracadabra

Nessuno sa bene perché si usi questa parola, ma si sa che ha un’origine molto antica. Eppure, già nel III secolo d. C. si ignorava il suo significato

Capita che le persone ripetano cose che hanno sentito senza capirne il senso. Spesso si tratta di concetti letti sui giornali o siti complottisti, ma a volte anche di semplici parole: ad esempio, abracadabra.

È la parola che viene utilizzata, negli spettacoli di magia più a buon mercato, per accompagnare l’esecuzione del numero. Anche se all’apparenza può sembrare il parente nobile di sim-sala-bim, in realtà è una parola antichissima, usata già nella mistica antica (in greco, per capirsi, c’era già: ἀβρακαδάβρα) e il cui significato è del tutto misterioso – proprio grazie al fatto che gli uomini hanno il vizio di ripetere senza capire.

Per cui si dice “abracadabra”, ma non si sa perché. Le proposte etimologiche abbondano. C’è chi, a occhio, la fa risalire all’aramaico: Avrah kaDabra, cioè אברא כדברא, che significa “io creo mentre parlo” Altrimenti, dall’ebraico, lingua in cui vorrebbe dire “questo avviene mentre viene detto”, tutte frasi che funzionano bene se pronunciate in un incantesimo.

Altri hanno pensato che potesse derivare da una corruzione della formula “padre – ab, figlio – ben, e spirito santo – Ruach A Cadsch”, ma non convince tutti.

Insomma, è una parola misteriosa e, una volta, aveva anche una funzione magica. Era adottata da Quinto Sereno Sammonico, medico romano del III secolo, in alcuni passaggi del suo Liber Medicinalis. Forniva ricette per la guarigione, pozioni e farmaci. Per essere efficaci dovevano essere accompagnati da alcune parole, e “Abracadabra” era una di queste. Già allora si era persa contezza del suo significato. Per le febbri malariche il rimedio proposto da Sammonico era uno solo: coprirsi con un papiro con su scritta la parola Abracadabra in forma piramidale. Più o meno così:

È un rimedio che, nei tempi, si è ripresentato più e più volte. Perfino nella Londra del 1600, di fronte alla peste, gli abitanti, disperati, appendevano questo talismano fuori dalle proprie porte, sperando che tenesse lontano i cattivi spiriti (cioè la malattia). Inutile dire che, con ogni probabilità non funzionava. Né ai tempi di Sammonico né in quelli successivi. Anche per questo “Abracadabra”, col tempo, ha perso popolarità ed è rimasta confinata nel repertorio degli illusionisti. Insieme ad altre formule come “taglio delle tasse” e “più lavoro per tutti”: fanno scena ma non funzionano mai.