Metodi alternativi per integrare la pensione

Oltre ai fondi pensione esistono i piani di accumulo (i PAC) che operano sia sul mercato degli ETF, con investimenti a rischio molto basso, che su quello dei normali fondi di investimento. Ma offrono un trattamento più flessibile per il risparmiatore

Tramontata l’era del Bot e dei buoni fruttiferi postali, il cui rendimento è ormai prossimo allo zero, chi volesse integrare la propria pensione, anche investendo piccole somme, deve cercare nuove soluzioni. Esistono nuovi prodotti alternativi che consentono rendimenti sicuri e costanti nel tempo.

Uno dei migliori è costituito dai PAC, i piani di accumulo: permettono di versare cifre diverse nel tempo, a seconda della volontà dell’investitore, e di accumulare (come dice il nome) un buon gruzzolo. L’ammontare finale sarà costituito dal totale dei versamenti effettuati dall’investitore, insieme agli interessi maturati e, soprattutto, dal rendimento degli investimenti compiuti dal gestore.

I PAC possono investire in ETF (Exchange Trade Fund), che sono fondi a rischio bassissimo caratterizzati da una gestione passiva. Significa che il loro rendimento non è legato all’abilità di compravendita del gestore ma alla quotazione di un indice borsistico (obbligazionario, oppure azionario, oppure ancora monetario), che segue nel suo andamento – salvo casi particolari più o meno disastrosi, in cui il gestore interviene e “corregge” il tiro. Con gli ETF il rischio è molto basso, il rendimento buono e c’è la possibilità di una intelligente diversificazione del portafogli.

I PAC possono essere interessati anche ai fondi di investimento. Rispetto agli ETF sono caratterizzati da una percentuale di rischio più alta – ma con rendimenti più consistenti – e comunque temperata da una diversificazione del patrimonio più ampia. Esistono, ad esempio, anche puramente obbligazionari (più sicuri). In ogni caso, sia che investano in fondi o che investano in ETF, le somme versate nei PAC possono essere ritirate dal pensionato in qualsiasi momento – e questa è una differenza fondamentale rispetto ai fondi pensione più tradizionali, che impongono invece possibilità di manovra più ristrette.

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