Stai scrivendo una mail? Taglia corto, o non ti leggerà nessuno

Attenzione, logorroici: da Giulio Cesare ai giorni nostri, la sintesi è un dono che non passa mai di moda. Ancora di più se chi ci legge lo fa attraverso uno schermo

KEVIN LAMARQUE / POOL / AFP

La brevità, tanto nella comunicazione scritta quanto orale, è un dono. Qui parliamo di lavoro naturalmente. Per diletto non ci sono limiti, anche se Ungaretti avrebbe avuto da ridire.

Senza mancare di rispetto alla completezza, il dono della sintesi, figlia della semplificazione, arte delle menti acute, ce lo aveva già fatto apprezzare Cesare. Il comandante romano racconta la guerra contro i Galli in un modo impossibile da dimenticare: Veni vidi vici”. Qual è l’effetto? Non da poco: anche il più svogliato degli studenti potrà non conoscere i dettagli delle battaglie di Cesare contro i Galli, ma sicuramente ricorderà che i Romani vinsero! E questa informazione basta per gli sfottò da sfoderare tutte le volte che la nazionale Italiana gioca contro quella Francese!

Scherzi a parte, il valore della sintesi è importante. Una selezione di quanto scrivi verrà comunque fatta dal cervello dei tuoi lettori. Non è possibile immagazzinare tutto: per risparmiare energie si seleziona e si scarta. Impietosamente.

Tutti selezioniamo, sia su carta sia su schermo. Il Bignami non avrebbe potuto avere tanto successo altrimenti! Il rischio di non compiere questa selezione, è di lasciare agli altri il potere di scegliere quali contenuti trattenere: e se fossero quelli secondo te meno rilevanti?

Tutti selezioniamo, sia su carta sia su schermo. Il Bignami non avrebbe potuto avere tanto successo altrimenti! Il rischio di non compiere tu, autore della comunicazione, questa selezione, è di lasciare agli altri il potere di scegliere quali contenuti trattenere: e se fossero quelli secondo te meno rilevanti? La sintesi ha dei benefici per chi scrive e per chi legge. Uno comune: il risparmio di tempo. Non c’è maggior crudeltà del dire in 10 parole quello che si potrebbe esprimere in 5, recita l’adagio.

Non è tutto. Leggendo su schermo, modalità poco preposta alla concentrazione, la sintesi diventa ancora più importante perché facilita l’attenzione, e con essa la comprensione.

Lo sfoggio di conoscenza può trovare molti sfoghi.

La compressione dei contenuti non significa compressione di conoscenza. Sono due aspetti distinti. E come tali vanno vissuti.

Sul lavoro e forse non solo, essere prolissi è un ostacolo, anche relazionale. Genera costi nascosti che impattano negativamente sui bilanci aziendali e che nessuno, neanche il più severo dei controller, farà mai emergere.

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