Musica e cinemaDonne che si ispirano ad altre donne: ecco le “Lezioni di piano” di Jane Campion e Janet Frame

Uscito nel 1993, il film Lezioni di piano valse a Jane Campion un Oscar per miglior sceneggiatura originale. Un film ispirato alla letteratura del Novecento, e in particolare agli scritti di Janet Frame, la più grande autrice neozelandese. Ecco cosa successe quando le due si incontrarono

Photo by Geert Pieters on Unsplash

Sei anni fa un uomo è in bicicletta con la figlia – la figlia ha cinque anni, sono le cinque del mattino, la luce, viscosa, sembra essere prodotta dall’intensità della pedalata – i vampiri della notte, con bottiglie e deliri tra le mani, tornano agnelli sotto la grazia dell’alba. In una spiaggia riccionese, era il 2013, una fatale Notte Rosa, quell’uomo va ad ascoltare Michael Nyman che suona, all’alba. Porta la figlia, che ha un nome biblico, perché non può abbandonarla a casa, da sola – ma soprattutto perché quando era ancora più piccola si addormentava sulle note di quel pianista. Non importa la statura estetica di Nyman, in questo contesto. Tutto ciò che vale è esemplificato dalle note – sempre le stesse, fino all’ipnotismo, che incanta il tempo – di Lezioni di piano.

In originale, come si sa, Lezioni di piano è semplicemente The Piano. Il pianoforte in quel film dà e toglie la vita: non c’è alcuna ‘lezione’ impartita, ma una resa e una crudeltà. In quel film, il pianoforte è il Minotauro, il mostro, e tenta di trascinare la pianista negli abissi oceanici, legata alla corda-filo, a una ispirazione che uccide. Cosa c’è di più labirintico dell’Oceano, d’altronde, e che malia demonica sussurra il pianoforte, un oracolo.

Uscito nel 1993, The Piano consente a Jane Campion, 25 anni fa, di ottenere l’Oscar per la Migliore sceneggiatura originale. Vince anche le reticenze francesi, la Campion: è l’unica regista donna ad avere conquistato la Palma d’oro a Cannes.Sono un’anima semplice: i contrasti binari che agiscono in quel film (selvaggio/domestico; armonia/violenza; amore/morte), in quinta neozelandese, in quell’Ottocento di merlettate liturgie familiari e ambizioni al fuggiasco, mi smuovono. Secondo me The Piano è un capolavoro. In questi giorni è stato presentato rinnovato, esito di un restauro ad opera della Cineteca di Bologna.

Continua a leggere su PangeaNews

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta