Milano da bere (e mangiare)L’appello dei ristoratori milanesi per tornare alla normalità dopo l’allarme coronavirus

L’Unione dei Brand della Ristorazione Italiana, un gruppo rappresentativo di 68 (ad oggi) imprenditori meneghini, manda un segnale di presenza e supporto alla città e alle istituzioni

ANDREAS SOLARO / AFP

Milano questa settimana è una città sospesa: per le strade è tutto ovattato. È come quando c’è la neve, ma senza neve. Insegne chiuse per necessità, visto l’altissimo numero di cancellazioni ricevute. Altre chiuse per autoquarantena. Ma nel momento di massima difficoltà, si costruiscono relazioni e si creano opportunità, come succede sempre in una città comunque dinamica e proattiva.

È il caso della “Unione dei Brand della Ristorazione Italiana”, un gruppo rappresentativo di 68 (ad oggi) imprenditori della ristorazione milanese che si è incontrato lunedì scorso e associato, per dare un segnale di presenza e supporto alla città e alle istituzioni. L’associazione delle aziende, di carattere temporaneo, rappresenta ad oggi circa 1000 attività della ristorazione per un totale di circa 10.000 lavoratori sul territorio.

Dichiarano Antonio Civita (Panino Giusto), Nanni Arbellini (Pizzium) e Vincenzo Ferrieri (CioccolatItaliani), promotori dell’iniziativa: «Esprimiamo il nostro senso comune decidendo di tenere aperti i nostri locali, aderendo all’invito del nostro Sindaco Beppe Sala che richiama Milano al buon senso e invita a scongiurare atteggiamenti che possano generare eccessivo allarme, tra cui l’immagine di una città “spenta” in tutti i sensi, senza che ve ne sia l’effettiva necessità. Con i nostri colleghi abbiamo stabilito di devolvere un sostegno economico alle forze volontarie in campo, rappresentate da Associazioni riconosciute, che stiamo definendo in queste ore perché Milano è una città viva… e una città viva è una città che reagisce».

L’Unione dei Brand della Ristorazione Italiana, un gruppo rappresentativo di 68 (ad oggi) imprenditori meneghini, manda un segnale di presenza e supporto alla città e alle istituzioni

Aderiscono all’iniziativa (lista in fieri)

1. Antica Focacceria San Francesco

2. Basara

3. Bhangrabar

4. Bomaki

5. Bowls and More

6. Briscola – Pizza Society

7. Bun – The Abnormal Burger

8. Caffè Napoli

9. Chinesebox

10. Cioccolatitaliani

11. Cocciuto

12. Deseo

13. East River American Pub

14. El Carnicero

15. El Porteño

16. Flower Burger

17. Foorban

18. Ghe Sem

19. Glovo

20. God Save the Food

21. Ham Holy Burger 22. Hamerica’s

23. I love poke

24. Il Mannarino

25. Iyo

26. Jazz Café

27. Kalamaro

28. L’Ov Milano

29. La Birreria Italiana

30. La Filetteria Italiana

31. La Mantia

32. La Piadineria

33. La Risotteria Italiana

34. La Tartina

35. Lievità

36. Living

37. Long Island Navigli

38. Macha

39. Manhattan

40. Milano Restaurant Group

41. Muu muzzarella

42. Nima Sushi

43. Nuda e Cruda

44. Osteria Brunello

45. Panini Durini

46. Panino Giusto

47. Pescaria

48. Pie – Pizzeria Italiana Espressa

49. Pills Pub

50. Pisco

51. Pizzium

52. Poke House

53. Pokeria by Nima

54. Poku by Bomaki

55. Refeel

56. Riccione

57. Riccione Bistrot

58. Rossopomodoro

59. Sapori Solari

60. Signorvino

61. Spiller

62. Spontini

63. SwissCorner

64. T’Amo Burger

65. T’Amo Pasta

66. Taverna Visconti

67. That’s Vapore

68. This is not a Sushi Bar