Le raccomandazioni contro la terza ondataPiano europeo per il Natale: coprifuoco e niente canti in chiesa

In arrivo le linee guida della Commissione, anticipate da Repubblica, che saranno pubblicate mercoledì per armonizzare le misure tra i Paesi. Tra le indicazioni, mantenere lo stop alla didattica dopo le feste, allungando le vacanze o la dad

(Olivier Hoslet, Pool via AP)

La Commissione europea mercoledì pubblicherà le sue linee guida in vista delle festività di Natale, con l’obiettivo di armonizzare le misure tra i Paesi e scongiurare una terza ondata. Nella “Stay Safe Strategy”, di cui parla oggi Repubblica, si troveranno le raccomandazioni ai governi su come gestire Natale e Capodanno. Così come è stato chiesto anche dal premier italiano Giuseppe Conte e dal ministro della Salute Roberto Speranza, in vista del nuovo dpcm sulle festività, atteso per giovedì prossimo.

Si tratta di linee guida non vincolanti – la Ue non ha competenza in materia – ma da inizio pandemia i governi hanno mostrato grande attenzione ai consigli dell’Unione. Il principio comune è che dovranno essere festività natalizie «diverse» da quelle abituali. E in questo scenario, secondo Bruxelles, le vacanze invernali rappresentano un «rischio», con il pericolo che si possano trasformarsi nell’incubatore di una terza ondata di Covid che l’Unione deve assolutamente evitare.

Da qui a dopodomani, le raccomandazioni potrebbero ancora cambiare. Al momento, si prevede che la Commissione chiederà alle capitali una serie di azioni per evitare di cancellare in pochi giorni i progressi ottenuti in tre mesi di pesanti sacrifici. In generale, la Ue raccomanderà misure coordinate e mirate per evitare di ripetere gli errori di agosto.

Ecco perché la Commissione – salvo modifiche dell’ultima ora – chiederà di rinforzare le misure restrittive per evitare ritrovi in ambienti chiusi, posti affollati e contatti ravvicinati. In caso contrario, prevedono gli esperti Ue, nella prima settimana di gennaio i ricoveri tornerebbero a salire in tutta Europa.

La Ue quindi raccomanderà di vietare eventi affollati e di prevedere regole chiare anche per i piccoli incontri sociali come il numero massimo di persone ammesse e l’uso obbligatorio delle mascherine. I governi dovranno definire norme anche per gli incontri nelle case private, pure in questo caso stabilendo il numero di persone consentite, e con l’indicazione di incoraggiare festeggiamenti ristretti e sempre con le stesse persone per tutte le vacanze.

L’esecutivo comunitario chiederà espressamente ai governi di introdurre o mantenere il coprifuoco notturno per evitare che i festeggiamenti in tarda ora si trasformino in momenti di diffusione del virus. Per quanto riguarda le cerimonie religiose, Bruxelles raccomanderà di considerare l’ipotesi di evitare grandi eventi. Potrebbero essere sostituiti da funzioni online, in tv o via radio. Inoltre, i governi che consentiranno le messe con i fedeli in chiesa dovranno assicurarsi che sia garantito il distanziamento. Ci sarà anche richiesta esplicita di proibire i canti, che potrebbero aumentare la diffusione del Covid, e di prevedere l’uso obbligatorio della mascherina anche a messa.

Considerando la spaccatura tra i governi, con Italia, Francia e Germania schierate per la chiusura degli impianti da sci e l’Austria invece convinta ad aprirli, Bruxelles rinuncerà a regolare direttamente gli sport invernali, al contrario di quanto chiesto da Conte: la Commissione si limiterà a indicare che dovranno essere i governi coordinarsi e trovare un approccio comune.

La Ue però scoraggerà i viaggi turistici. Tuttavia, visti i livelli epidemiologici abbastanza omogenei in tutto il continente, sconsiglierà di imporre limitazioni aggiuntive ai viaggi tra paesi Ue. Se qualche capitale dovesse optare per le quarantene legate ai viaggi, la Ue consiglia di ridurle a sette giorni, con un test in uscita dall’isolamento.

Tra i passaggi chiave delle raccomandazioni Ue, ce n’è anche uno sulla scuola. Per Bruxelles sarà inevitabile un aumento dei contagi. Per evitare allora che gli istituti si trasformino in un volano alle infezioni, la Commissione chiederà ai governi di creare un «periodo cuscinetto» tra la fine delle festività e il ritorno tra i banchi, senza quindi riaprire le classi ai primi di gennaio, subito dopo le festività, ma allungando le vacanze o prevedendo un uguale periodo di didattica a distanza.

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