Come si cambiaIl recente passato euroscettico di Fratelli d’Italia

Nel saggio “Bugie al potere” (Mimesis), Carlo Canepa e Giovanni Zagni di Pagella Politica mostrano il tentativo di Meloni e degli esponenti del suo partito di minimizzare o negare le posizioni contrarie all’Unione europea. Ma nel 2014 proposero addirittura lo scioglimento concordato dell'eurozona

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Non è un segreto che i due partiti principali che sostengono il governo Meloni hanno costruito una parte importante del loro successo elettorale negli anni passati con le loro posizioni fortemente scettiche nei confronti dell’Unione europea e dell’euro, specie durante le fasi più gravi della crisi dei debiti sovrani. Lega e Fratelli d’Italia infatti hanno spesso dipinto l’Ue in passato – e lo fanno, seppur più raramente, ancora oggi – come un’autorità esterna invadente, il cui obiettivo principale è quello di limitare la sovranità italiana.

A pochi giorni dalla vittoria delle elezioni alcuni esponenti della maggioranza di governo hanno subito cercato di minimizzare le posizioni passate di Fratelli d’Italia e Lega sull’Ue, in certi casi addirittura negandole. È questo il caso di Fabio Rampelli, deputato di Fratelli d’Italia ed ex vicepresidente della Camera, che all’inizio di ottobre 2022 ha dichiarato, ospite a un evento organizzato dall’«HuffPost», che «Giorgia Meloni non ha mai detto di voler uscire dall’euro». Un’affermazione completamente priva di fondamento. Fratelli d’Italia è un partito nato alla fine del 2012, che si è presentato per la prima volta alle elezioni politiche nel 2013. A novembre di quell’anno, in un’intervista con il quotidiano «Libero», Meloni aveva ribadito che Fratelli d’Italia era «un movimento eurocritico, contrario a questa Europa che ci mette in croce». «O si rinegoziano i patti – aveva dichiarato la fondatrice di Fratelli d’Italia – o non stiamo nell’euro a costo di uccidere l’Italia».

L’anno successivo, a maggio 2014, si sono poi tenute le elezioni europee, le prime a cui ha partecipato Fratelli d’Italia. Il programma elettorale del partito di Meloni proponeva, come primo punto, lo «scioglimento concordato dell’eurozona», ossia dell’insieme dei Paesi che utilizzano l’euro come moneta unica. «L’euro e le sue regole si sono purtroppo rivelati un fattore di disgregazione dell’unità europea, anziché un elemento di rafforzamento della solidarietà tra i popoli d’Europa. Per queste ragioni, Fratelli d’Italia si impegna a farsi promotore nel prossimo Parlamento europeo di una risoluzione comune a tutti i gruppi “eurocritici”, per spingere la Commissione europea a procedere allo scioglimento concordato e controllato dell’eurozona», si legge nel programma per le europee del 2014. «In questo modo il processo di integrazione europea potrà procedere senza traumi e senza che sorgano nuove tensioni all’interno della Ue. Nel caso questa strada non fosse perseguita dalle istituzioni e dalle cancellerie europee e venisse confermata l’indisponibilità a un cambio di rotta radicale, l’Italia deve avviare una procedura di recesso unilaterale dall’eurozona».

A marzo 2014, un paio di mesi prima delle elezioni europee, durante un comizio Meloni aveva dichiarato che l’Italia doveva dire «chiaramente» all’Europa: «Noi vogliamo uscire dall’euro: e se pensate che questo sia un problema per l’euro, allora convinceteci a rimanere». In quel periodo Meloni ha poi pubblicato diversi messaggi social contro l’euro. «Marine Le Pen contro l’euro? Ha ragione», scriveva la presidente di Fratelli d’Italia su Twitter il 14 maggio 2014, riferendosi alla leader del partito francese di destra Rassemblement National. «Sull’euro abbiamo detto cento volte che siamo per uscire», 24 aprile 2014. «Io non so come altro dirlo che siamo per uscire dall’euro», 24 aprile 2014. «Il 13 dicembre in piazza contro l’euro», 9 novembre 2014.

«Alla Commissione Ue che dice che l’appartenenza all’euro è irrevocabile dico: niente è irrevocabile in democrazia. Soprattutto la schiavitù», 5 gennaio 2015. «Cos’altro dobbiamo aspettare? Liberiamoci dalla zavorra dell’euro e vediamo come se la cavano i tedeschi a competere con le imprese italiane ad armi pari», 9 settembre 2016. «L’euro è una moneta sbagliata destinata a implodere. Vogliamo lo scioglimento concordato e controllato dell’eurozona», 25 marzo 2017. In vista delle elezioni europee del 2019 la proposta di sciogliere l’euro era stata sostituita nel programma elettorale di Fratelli d’Italia con la richiesta di «misure compensative» per i Paesi svantaggiati dall’introduzione della moneta unica. 

Da “Bugie al potere. Il fact-checking del governo Meloni”, Carlo Canepa e Giovanni Zagni, Mimesis, 200 pagine, 16 euro

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