Camillo di Christian RoccaL'orgoglio e la rabbia di Neil Young

Non c’è guerra senza canti di protesta. Non c’è conflitto armato senza folk music. Non c’è situazione emotivamente intricata senza Neil Young, mister-sempre-la-stessa-meravigliosa-canzone (a volte in versione acustica, a volte elettrica). “Living with war” è il disco registrato a sorpresa dal cantautore mezzo canadese e tutto americano. Uscirà a giugno, ma se ne parla già per i suoi testi ferocemente anti Bush. Musicalmente è un potente trio rock accompagnato da una tromba e arricchito da un coro di 100 voci, quasi fossero i partecipanti a una marcia pacifista. Un disco di metal folk protest music, dice lui. Contro Bush, ma senza il fighettismo radical chic dei suoi colleghi. Neil Young è un anarchico, un libertario, un populista. Subito dopo l’11 settembre scrisse “Let’s Roll”, inno al coraggio dei passeggeri del volo 93 che si ribellarono ai dirottatori e fecero schiantare l’aereo su un prato della Pennsylvania invece che sulla Casa Bianca. Young appoggiò il Patriot Act di Bush, due anni dopo, con “Greendale”, cambiò idea e compose una suite patriottico-pacifista-verde e no global.
Del nuovo disco si conoscono titoli e testi di metà delle canzoni. In “Impeach the president” vorrebbe processare Bush. “Living with war” è un manifesto contro la guerra e la corruzione. In “Looking for a leader” c’è la disperata ricerca di un nuovo capo popolare che “riporti il paese a casa”, “magari una donna”, “magari un nero”, “magari Obama”, “magari Colin Powell”. Il brano “Shock and Awe” sembra un collage di articoli dei giornali di questi mesi. Una logica c’è, in questo bizzarro peregrinare ideologico di Neil Young. E’ la stessa che lo ha portato a scrivere “Ohio”, canzone anti Nixon dedicata agli studenti della Kent State University uccisi dalla Guardia Nazionale, e poi a diventare un reaganiano cultore dei valori e della tradizione. Oggi è pacifista, ma in passato ha cantato “Hawks and Doves”, Falchi e Colombe: “Pronti per andare, restare e pagare/ USA, USA/ Così il mio dolce amore può vivere un altro giorno libero/ USA, USA”. Contraddizione? No. Neil Young, oggi come sempre, vuole soltanto “rocking in the Free World”, fare rock in un mondo libero.

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