Camillo di Christian RoccaDa nazi a islamista, i nemici sono gli stessi

Da testa rasata a barbuto di Allah sembrerebbe un gran salto ideologico, ma non è così. Uno dei leader neonazisti d’Inghilterra, David Myatt, si è convertito all’Islam radicale e si fa chiamare Abdul Aziz Ibn Myatt. Cinquantasei anni, Myatt è stato il primo leader del movimento nazional socialista britannico, il cui programma politico prevedeva il terrorismo contro gli ebrei, i neri e gli asiatici. Un giornale antifascista inglese, nel 2000 lo ha definito “il nazista più ideologico del paese”. Un suo adepto è in galera a vita per aver fatto strage di tre persone nel 1999 a Londra. Myatt ha spiegato come mai da neonazi sia diventato musulmano integralista. Alla base c’è il medesimo odio razziale per gli ebrei e il disprezzo per la società occidentale. Da testa rasata Myatt credeva che la supremazia bianca potesse sconfiggere il materialismo, il disonore e l’arroganza dell’Occidente, ma si è reso conto che era un’illusione. Soltanto l’Islam radicale, sostiene da quando si è fatto barbuto, ha la forza per combattere la guerra santa. “Il jihad è il nostro dovere”, ha detto Myatt in versione Abdul Aziz Ibn. Per entrambi i Myatt, l’Olocausto è una leggenda. Sia quello nazi sia quello islamico, considerano la democrazia un falso mito di un Occidente che merita di essere abbattuto con attacchi suicidi, anzi con “operazioni di martirio”, soprattutto contro ebrei e Stati Uniti.

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