Camillo di Christian RoccaBill Kristol su Oriana Fallaci

New York. Nell’ufficio di Washington di Bill Kristol c’è il cofanetto giallo con la trilogia che Oriana Fallaci ha scritto dopo l’11 settembre. Ciascuno dei tre libri è autografato dalla scrittrice italiana. Kristol è un intellettuale neoconservatore e dirige il settimanale politico The Weekly Standard, una delle voci giornalistiche più ascoltate alla Casa Bianca di George W. Bush. La notizia della morte della Fallaci l’ha preso alla sprovvista: “Ovviamente sapevo che stava male, ma sapevo anche che combatteva da molto tempo. Quando si resiste così a lungo contro una malattia del genere si dà sempre l’impressione di averla sconfitta del tutto. Purtroppo non è così”. La Fallaci ha una lunga storia professionale negli Stati Uniti, ha scritto per il New York Times, per Newsweek, per il Washington Post, per il Wall Street Journal, ma di recente le sua rabbia contro la guerra santa di Osama bin Laden è tornata a interessare gli americani. Pochi mesi fa, in occasione della pubblicazione in inglese di “La Forza della Ragione”, il New Yorker le ha dedicato un lungo e benevolo ritratto. Il libro è stato recensito a destra e a manca, suscitando anche qui grandi polemiche per la nettezza delle sue opinioni.
La sfida al politicamente corretto
Kristol non era d’accordo con tutto quello che la Fallaci scriveva, ma sostiene che il caso Fallaci è un altro. “Non conta fare l’analisi letteraria della sua opera, ciò che importa è il grande contributo che la Fallaci ha dato all’altra battaglia che stava combattendo, quella contro il jihadismo”.
Oriana Fallaci ha riconosciuto il nemico, ce l’ha indicato e non l’ha mollato, è il succo del ricordo che ne fa Kristol. Secondo il direttore del Weekly Standard, il contributo della scrittrice italiana è stato “davvero importante” sotto questo punto di vista, intanto perché “il suo saggio è arrivato subito, all’inizio di questa battaglia, già poche ore dopo l’11 settembre”, mentre ancora in America si stava elaborando il lutto e in Europa si cominciava a vacillare. “La Fallaci è stata un esempio di coraggio personale e morale. E’ questo ciò che rimarrà di lei, probabilmente ancora più degli argomenti che usava e delle analisi contenute nei suoi libri, che io peraltro non condivido in pieno. Ciò che ha compiuto, però, è stato un atto puro di coraggio. Sarà ricordata per questo, è questo il suo contributo”.
Kristol ammira la Fallaci non solo perché ha scosso le coscienze europee, spiega piuttosto che l’esempio fallaciano ha avuto un effetto anche in America: “Ovviamente da voi in Europa ha sfidato la correttezza politica del continente, ma credo sia stata importante anche qui da noi negli Stati Uniti. Qui c’era molta gente che tendeva a non voler riconoscere la sfida jihadista, lei invece ha dimostrato di avere la forza e soprattutto la volontà di superare questa resistenza naturale. La Fallaci aveva il coraggio intellettuale di sfidare il politicamente corretto, ma anche il coraggio morale di combattere le opinioni convenzionali. Questa è una combinazione molto rara, molto importante anche per il futuro”.

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