Camillo di Christian RoccaArchivio blog – Luglio 2007

Raccolta mensile del blog


7 marzo 1991

Lungo ritratto della Book Review del New York Times di domenica su Antonio Monda. Qui l’articolo del Foglio che ne dà notizia, qui l’articolo del Times.

28 luglio


7 marzo 1991

Sedici anni fa nacque
l’Associazione radicale per la Costituente del Partito democratico
(Arcod). Me lo ricordo perché ero il tesoriere, eletto a un Congresso in cui a farci gli auguri c’era anche Giorgio Napolitano. Qui l’appello per il Partito democratico.
Leggetelo. Capirete molte cose, vi renderete conto di quanti anni ci
abbiano fatto perdere i comunisti (ora diessini) e quanto siano poco
credibili nel loro tentativo odierno. Qui l’audio del convegno con Pannella, Pirani, D’Alema, Martinazzoli eccetera.

27 luglio


A Passannanti quel che è di Passannanti

Ricordate la
meravigliosa maglietta inglese con lo slogan antinazista fatto
affiggere da Churchill sui muri di Londra? Bene, Franco Passannanti me
l’ha comprata e regalata.

27 luglio


I dieci punti di Walter (e di Calderoli)

Li ho letti oggi sul
Corriere, li condivido quasi tutti (con l’eccezione della stupidaggine
politicamente corretta sulle quote femminili). Sono perfetti
soprattutto quelli sulla fine del bicameralismo (e della
trasformazione del Senato in camera di compensazione tra i poteri
nazionali e quelli regionali), sul rafforzamento dei poteri del
premier, della riduzione dei parlamentari eccetera. Ottimo: ma allora
perché due anni fa, Veltroni ha votato NO al referendum
costituzionale che proponeva esattamente queste cose? Perché,
allora, la sua parte politica, e i giornali di complemento,
denunciavano come attentati alla democrazia e l’instaurazione del
fascismo quelle stesse riforme che oggi lodano? Walter avrà
cambiato idea ed è un bene (anche se come da tradizione PCI lo
ha fatto senza riconoscere l’errore del passato), ma gli uomini
politici cambiano idea. La cosa che non mi spiego, però,
è che cosa abbia fatto cambiare idea anche ai suoi sostenitori,
ai suoi elettori e ai suoi militonti, a parte l’ennesimo “contrordine
compagni”?

24 luglio


Monica Maggioni su Foreign Policy

24 luglio


Il Nadagate

Un giudice federale
archivia la causa intentata da Valerie Plame e suo marito Joe
Wilson contro Cheney, Libby, Rove  e il preteso complotto della
Casa Bianca: “There can be no serious dispute that the act of rebutting
public criticism, such as that levied by Mr. Wilson against the Bush
administration’s handling of prewar foreign intelligence, by speaking
with members of the press is within the scope of defendants’ duties as
high-level Executive Branch officials”. Articoli sui giornali italiani?
Nessuno.

21 luglio


La peggiore sinistra del mondo

Abbiamo la sfortuna di avere
la peggiore sinistra del mondo, specie sulla questione delle nuove
ideologie totalitarie. Lasciamo stare, per un momento, i comunisti, gli
antagonisti e tutti quelli che nel mondo occidentale sono finiti nella
spazzatura della storia e da noi incomprensibilmente al governo. Parlo
della sinistra cosidetta moderata, moderna e democratica. E’ quella la
peggiore sinistra del mondo. Dunque. Abbiamo un ministro degli
Esteri che crede che Hamas sia un interlocutore democratico e che i
palestinesi che trattano con Israele gli avversari (ieri è stato
rimbrotatto dal ministro degli Esteri socialista francese). Crede lo
stesso di Hezbollah, con cui va a braccetto. Sull’Iran “no a nuove
sanzioni”, mentre rivendica gaiamente trattative per la liberazione di
5 capi talebani in Afghanistan. Fassino, quello “sionista” del gruppo,
è più o meno d’accordo e pure lo scrive sulla prima
pagina del Corriere della Sera. Giuliano Amato oggi fa l’elogio del
velo e spiega che l’Islam ci insegna valori preziosi riguardo alla
dignità delle donne. Sul fronte intellettuale, diciamo
così, Giancarlo Bosetti pubblica su Reset un appello di
intellettuali de sinistra contro il musulmano laico Magdi Allam,
colpevole di difendere l’unica società libera e democratica del
Medio Oriente e di denunciare il pericolo del  fondamentalismo
islamico. Il leader del nascituro Partito Democratico non affronta
mai la questione più importante di questi anni e, ieri, sulla
Stampa è stata riportata una sua frase di un paio d’anni fa in
cui mette sullo stesso piano “schiavismo”  e “reaganismo”. E’
la peggiore sinistra del mondo and I’m not feeling fine.

19 luglio


Il primo iPhone di Alcamo, Tp, (2)

L’oggetto, il design, il
browser (strepitoso), la figaggine dello zoom out e dello zoom in con
le due dita, la risoluzione, la tastiera, la gestione dei contatti e
delle telefonate e delle foto, google maps e tutto il resto delle
meraviglie dell’iPhone non sono l’oggetto di questo post. L’oggetto di
questo post sono le cose che non vanno. La prima cosa che non va
è quella che ho scritto nel post precedente: la mancanza del
dizionario italiano che complica la vita nella digitazione. La seconda
cosa che non va è la gestione dell’e-mail. Il software è
bellissimo, ma ha due  difetti. Il primo grande difetto è
che le email si possono cancellare soltanto singolarmente, non si
può cioè selezionare in blocco un gruppo di email (spam,
pubblicità, messaggi di Filippo Facci) e poi cancellarlo tutto
in una volta. Non solo. Una volta cancellati, questi messaggi vanno nel
cestino, ma non c’è la funzione “vuota il cestino”, quindi si
deve ricominciare a cancellarli uno a uno per la seconda volta. E’
anche vero che gli 8 giga non fanno temere intasamenti, come in tutti
gli altri smart phone, però è una seccatura. Sempre
nell’email: ogni volta che si entra nell’applicazione, parte in
automatico la ricerca di email da scaricare, ma talvolta uno vuole
entrare nel programma per leggere quanto già scaricato in
precedenza e non vuole affatto ricollegarsi a internet. Invece non si
può, a meno che non si metta prima il telefono in “airplane
mode”, cioè non lo si spenga. 
Altra cosa che non va. L’iPhone in versione iPod è il miglior
iPod mai prodotto, ma c’è un big però. Anzi due. Uno
è la capienza (8giga) e vabbè. Il secondo è che da
iTunes non si possono caricare sull’iPhone singole canzoni, ma solo
playlist. Una volta caricate queste playlist sul telefono, da iTunes
non si possono più modificare. Vuol dire che se metto una
playlist con 150 canzoni nell’iPhone e poi magari ne voglio togliere
due e aggiungere 4 nuovi brani, devo risincronizzare l’intera
playlist. Mi sa che queste limitazioni siano misure per evitare il
crollo delle vendite dell’iPod.

18 luglio


Il primo iPhone di Alcamo, TP

Allora: l’iPhone
è molto meglio, e di gran lunga, delle aspettative (che non
eraono basse). Avevo un solo dubbio: la tastiera. Il dubbio non
c’è più, già dopo 10 minuti d’uso. Però
c’è un però,enorme di cui nessuno mi pare finora abbia
parlato. Il però è questo: scrivere in italiano, o in
spagnolo o in qualsiasi lingua che non sia inglese, è impresa
titanica. L’aiuto, infatti, è soltanto in inglese ed è
fatto in modo che anche se sei un mago e non fai errori mentre digiti,
l’aiuto ti costringe a farli perché la parola suggerita viene
inserita nel testo premendo la barra dello spazio. Questo vuol dire
che se scrivo correttamente la parola in italiano, il software
suggerisce una parola in inglese e quando premo la barra dello spazio
per passare alla parola successiva il software inserisce
automaticamente la parola inglese al posto di quella corretta scritta
da in italiano. Insomma servirebbe potersi scaricare i dizionari nelle
altre lingue. Possibile che non ci abbiano pensato?

17 luglio


Redazionalmente Bordone

Ottimi i consigli di
Matteo Bordone per fare di Repubblica (e degli altri grandi giornali
borghesi) dei quotidiani leggibili. Condivido tutti i punti (anche se
il 7 mi pare eccessivo, visti gli altri siti). Per un’analisi
più approfondita dei tic di Rep., condotta in due o tre anni, abbeverarsi qui

17 luglio


Aggiornate i bookmarks

Il blog di Lapo

17 luglio


“Ma”

“Ma nelle carte che sin qui
sono state estratte ed esaminate dall´archivio di via Nazionale
«non sono state trovate notizie idonee in sé a ricattare o
intimidire gli obiettivi del lavoro di dossieraggio»”
(Carlo Bonini – citando i magistrati che indagano sul caso Pompa, Pollari, Sismi – a proposito delle attività di Pio Pompa nell’ufficio di Via Nazionale. Oggi su Repubblica)
Avete capito bene: sono loro
stessi, Bonini, Repubblica e i magistrati, a riconoscere che in
quell’ufficio “non c’erano notizie idonee in sé a ricattare o
intimidire”. Siamo un paese di pazzi.

13 luglio


I partitocrati di Torre Argentina

Sto leggendo le incredibili
lettere di lodi al Grande Leader Marco Pannella e viene fuori che
i membri della setta dianetica di Radicology ora rivendicano il potere
partitocratico di aver “eletto” Daniele Capezzone prima al Parlamento,
poi alla presidenza della Commissione Attività produttive. Lo
avrebbero eletto loro, i vertici partitocratici di via di Torre
Argentina, non il popolo sovrano, non i deputati della Commissione. Un
tempo i radicali difendevano l’articolo 67 della Costituzione (i
parlamentari esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato) e conducevano
battaglie politiche contro quei partiti della prima repubblica (come
quello che oggi ha preso sede in via di Torre Argentina), che
pretendevano dagli eletti fedeltà cieca e assoluta alle
segreterie di partito, invece che al popolo sovrano e alla loro
coscienza. Un tempo i radicali erano gli unici che si opponevano alla
partitocrazia, ora la rivendicano.

11 luglio


Molto bene

Leggo
sul
Corriere che il nuovo partito democratico ha deciso che gli eventuali
candidati alle primarie, ammesso che ci saranno, non potranno fare
campagna elettorale: divieto assoluto di fare spot, comprare spazi sui
giornali eccetera. Questo mentre i tre principali candidati del vero
partito democratico, impegnati in vere elezioni primarie, hanno
raccolto
più di 150 milioni di dollari in sei mesi proprio per
sfidarsi in una vera campagna elettorale democratica.

11 luglio


Le ultime dalla chiesa di Radicology

Le ultime sono
queste: un centinaio di militanti e dirigenti locali radicali (non
appartenenti, dunque, alla ristretta setta delle guardie rosse di Torre
Argentina) ha scritto una dura lettera sul jiahd di Marco
Pannella contro Daniele Capezzone. Quelli della setta oggi hanno
prodotto una decina di lettere aperte di replica agli autori del clamoroso
e inaudito Satyagraha. Nessuna accusa di apostasia, per adesso.

11 luglio


Luglio, mooolto a rilento

11 luglio


Tre libri, più un romanzo

Gli autori sono amici e foglianti, ma vi assicuro che trattasi di libri formidabili:
“L’Italia dei miei stivali” (Rizzoli) di Edoardo Camurri

Arbasino più Woody Allen, no Severgnini

“La magnifica illusione” (Fazi) di Antonio Monda

Il catalogo del cinema americano, cioè del cinema

“Lo potevo fare anch’io” (Mondadori) di Francesco Bonami

Appunto, perché non l’hai fatto?

“Sicilian Tragedi” (Mondadori) di Ottavio Cappellani

Cammilleri, vanchiuriti

6 luglio


La Stampa

Non la leggevo da 4 o 5 mesi, mi sa che è diventato il più vivace grande giornale italiano.

6 luglio


I grandi successi di Camillo

Luca Sofri comincia a mettere per iscritto che il partito democratico è una mezza boiata pazzesca

5 luglio


Decidere.net, come diceva Abramo Lincoln

“On the Fourth of July for
the first time in the history of the world a nation by its
representatives, assembled and declared as a self-evident truth that ‘all men are created equal’“. Si riferiva, con ogni evidenza, a Pannella e agli iscritti alla setta di Radicology

4 luglio


All’asilo di Radicology

Avete letto l’ultima, patetica, iniziativa pannelliana? Una crociata,
peraltro confusa, su un argomento che non importa (ma c’entra fare un
mazzo così a Capezzone), perché l ‘unica cosa che
importa, come dice lo stesso comunicato stampa,
è l’appropriazione un giorno prima del lancio dell’iniziativa di
Daniele Capezzone delle parole “decidere” e “network”. Togliete lo
scalone a Pannella, please.

4 luglio


Consiglio a Capezzone

Mi risulta che Daniele
Capezzone versi seimila euro il mese del suo stipendio da parlamentare
ai dianetici di Torre Argentina, malgrado Marco Pannella nell’esporre
la sua fatwa (poi approvata con voto di Pio Rapagnà…) avesse
lasciato intendere che Capezzone quei soldi se li intascasse. Bene,
fossi in Capezzone, d’ora in poi li verserei al network o all’Esercito
della Salvezza o a una scuola del Burundi. Ma forse l’idea migliore
sarebbe versarli direttamente a Scientology.

3 luglio


Decidere.net

Si chiamerà
così il network e il sito di Daniele Capezzone sul quale si
scateneranno le fatwe dianetiche di Marco Khamenei Pannella e le
coraggiose prese di posizione del suo esercito del Mahdi

3 luglio


Cose veloci e sparse

– Correte a
sentire l’imbarazzante video di Rita Bernardini messo on line da Jim
Momo, vedrete la guardia rossa pannelliana fare l’elogio
dell’operosità di Capezzone, neanche fosse Gesù Bambino
(stavo per dire: neanche fosse Marco Pannella). La Bernardini è
quella che seguendo la fatwa di Pannella ora sostiene che Capezzone sia
un fannullone da licenziare.
– Imperdibile l’editoriale di Angelo Panebianco sul Partito Feudale, cioè sulla farsa del partito democratico.
– Tra i sostenitori che
ogni giorno ne trovano una per accorgersi dell’insensatezza
dell’operazione politica, c’è ovviamente Luca Sofri. Il quale si
chiede a che diavolo servano mille e rotti (o forse duemila e rotti)
membri del comitato nazionale o come si chiamerà
– Bush è il
presidente che ha concesso meno grazie fra gli ultimi presidenti
americani (un centinaio, cinque volte  meno di Clinton, Carter e
Reagan, ma bisogna aspettare l’ultimo giorno di presidenza per fare i
conti). Quattro soltanto le commutazioni di pena, un centinaio quelle
decise da Clinton. Bush ora ha commutato la pena di Lewis Libby, dopo
averne di fatto causato la condanna a causa di un’inchiesta federale da
lui fatta partire e finita in barzelletta. Il New York Times, sempre
più ridicolo nelle sue pagine degli editoriali, si lamenta ma
non torva una ragione credibile che sia una. Per fortuna ospita anche
David Brooks, contento per la decisione di Bush. Secondo me,
però, ha ragione il WSJ: Bush ha sbagliato, Libby doveva essere
graziato perché ha commesso un reato processuale in un’inchiesta
che non ci devovea essere e che ha dimopstrato che non è stato
commesso alcun reato.

(per i link, sorry, li trovate con google)


3 luglio


Il giorno dell’indipendenza

Il partito radicale è
di proprietà intellettuale, politica e patrimoniale di Marco
Pannella, liberissimo quindi di averlo trasformato in un incrocio tra
Scientology e il Consiglio degli Ayatollah iraniani. L’ultimo atto del
jihad contro Daniele Capezzone di Marco Khamenei Pannella (e del suo
esercito del Mahdi) è stato uno degli spettacoli più
bassi della recente storia politica italiana. Non s’era mai vista una
cosa simile e credo che non si vedrà mai più. Alì
Pannella, infatti, non ha trovato nessuno per sostituire Daniele. E’
finita, almeno spero. Domani, 4 luglio, intanto si festeggia
l’indipendenza americana dagli inglesi e quella di Daniele da Pannell:
nasce il suo network bipartisan per una nuova repubblica.

2 luglio


Appunto

Tratto dal blog del senatore Paolo Guzzanti, maiuscole e firma comprese:
“CAPEZZONE PER SUA
SCELTA E’ UN MIO NEMICO PERSONALE AVENDOMI ATTACCATO E DIFFAMATO
COSTANTEMENTE DA RADIO RADICALE FINCHE’ PANNELLA, CHE SI E’
SCHIERATO AL MIO FIANCO, NON L’HA CACCIATO VIA.
NIENTE CAPEZZONE NELLA MIA RIVOLUZIONE,
GLI ALTRI SONO TUTTI CARI AMICI.
GUZZANTI”

(grazie a Mario Nanni)

2 luglio


Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter