Camillo di Christian RoccaRead his lips

Leggete le sue labbra: Barack Obama ha promesso di tagliare le tasse. Lo ha ricordato ieri il Wall Street Journal. Sono numerosi i motivi per cui il senatore dell’Illinois ha vinto le elezioni presidenziali, quasi tutti legati alla sua biografia, al messaggio di cambiamento, alla stanchezza nei confronti di George W. Bush, alla crisi di Wall Street, alla strategia perfetta, alla disciplina, all’entusiasmo, ai soldi. Un successo solido, storico, convincente.
Ma c’è un solo motivo programmatico alla base della sua vittoria. Non è né la guerra in Iraq né quella al terrorismo, temi di cui non s’è parlato e che solo per il 10 per cento degli elettori sono stati decisivi nella scelta presidenziale. Obama ha vinto le elezioni promettendo di tagliare le tasse al 95 per cento degli americani, offrendo come soluzione alla crisi finanziaria una riduzione delle imposte. Il neopresidente eletto ha promesso di confermare gran parte dei tagli fiscali di Bush, con l’eccezione di quelli per il 2 per cento di super ricchi, e ha accusato John McCain di voler cancellare con la sua riforma sanitaria gli sgravi fiscali alle imprese che forniscono l’assicurazione ai propri lavoratori. “Il mio piano economico – ha detto Obama – comincia con un aiuto fiscale… le mie aliquote saranno più basse di quelle di Ronald Reagan”.
McCain ha tentato di dipingere Obama come il classico tassatore di sinistra, ma più lo diceva più Obama ripeteva in modo convincente che avrebbe tagliato le imposte alla quasi totalità dei suoi concittadini. E, nelle ultime settimane, ha anche presentato un piano di sostanziosa riduzione fiscale alle imprese che assumeranno lavoratori americani. McCain ha provato a spiegare, alquanto male, che in realtà il vero piano di Obama prevede di alzare le imposte sul capital gain e, inoltre, che il 30 per cento degli americani non paga imposte sul reddito e quindi che le cifre di Obama o non sono vere o lasciano intuire un disegno per redistribuire la ricchezza.
Obama è stato più efficace di McCain ad accaparrarsi il titolo di candidato del taglio delle tasse. E’ lui quello che ha fatto della leva fiscale il cuore del suo messaggio economico. E’ il leader di sinistra, questa volta, a promuovere la riduzione delle tasse per rimettere in moto l’economia. Tra 75 giorni, quando Obama si insedierà alla Casa Bianca, vedremo se manterrà le promesse. Intanto, con lui, ha vinto anche l’idea che tagliare le tasse fa bene.

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