Camillo di Christian RoccaViva la muerte

Su Eluana Englaro

La polemica sull’incostituzionalità del decreto (o della legge) "pro Eluana" non sta in piedi. Anzi è ridicola. E da sola qualifica la battaglia di chi in questo mondo alla rovescia manifesta contro Eluana, a favore della sua morte, ma pretende di interpretare la parte di chi sta "pro Eluana".

Chi ha ecceduto è stato il presidente della Repubblica con il no preventivo al decreto e, inoltre, giudicando incostituzionale il decreto perché non ne intravede "l’urgenza".  Intanto non spetta a lui, ma al Parlamento, stabilire se ci sono i requisiti di "necessità e urgenza" stabiliti dall’articolo 77 della Costituzione e, poi, ma come si fa a dire che non ci sia urgenza? Il Parlamento sta legiferando esattamente su questo tema. E a una ragazza in coma stato vegetativo, da mesi al centro dell’attenzione pubblica, stanno togliendo l’alimentazione sulla base di una sentenza che ha colmato un vuoto legislativo che tra poche settimane no ci sarà più. Più urgenza di così…

Il governo con i decreti e il Parlamento con le leggi hanno tutto il diritto costituzionale di approvare – anche in presenza di una sentenza passata in giudicato – una norma che dica "non si nega l’alimentazione a una persona in coma stato vegetativo".
Non sono sicuro che sia la cosa giusta da fare, anzi in linea di principio sarei contrario e se ci fosse un referendum quasi certamente voterei contro, ma non è che per questo scendo in piazza e mi appassiono alla battaglia per uccidere una persona.

L’altra cosa è che non c’è niente di male in una legge di questo tipo. Nulla. Non è una legge ad personam, perché vale per tutti, e in ogni caso non c’è niente di teocratico, fascista, autoritario in una legge che decide a favore della vita. Sarebbe stata teocratica, fascista, autoritaria una legge che avesse deciso che d’ora in poi alla persone in coma "si stacca la spina". Se avesse deciso per la morte, non per la vita.

Io davvero non capisco cosa possa spingere qualcuno a fare battaglie ideologiche a favore della morte di una persona, a scendere in piazza, a titolare a tutta pagina "finalmente libera", a pensare che l’Italia stia andando a rotoli perché il governo vuole varare un decreto per evitare che una persona muoia di fame e sete. A me sembra incredibile.

Barack Obama, nel 2005, votò al Senato americano (che approvò di notte, all’unanimità) il "Terri Schiavo Act", la legge ad personissima (altro che il decreto erga omnes italiano) che concedeva ai genitori della ragazza americana in coma stato vegetativodi superare la sentenza definitiva dei tribunali della Florida e di appellarsi alle corti federali. Un anno fa, in piena campagna delle primarie, Obama ha detto di essersi pentito di quella decisione, ma resta il fatto che quando ha avuto l’occasione di dire sì o no a una legge ad personam che superava le sentenze della magistratura e dava un’ulteriore speranza ai genitori della ragazza in coma stato vegetativo ha scelto a favore della vita. Come è normale, a meno che non si sia teocratici, fascisti e autoritari come i falangisti spagnoli che durante la guerra civile gridavano "w la muerte" o i guerrasantieri di Allah che amano la morte così come noi, o almeno una parte di noi, ama la vita.

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