Camillo di Christian RoccaNon fate scrivere libri a quelli di Rep.

A me pare una delle cose più esilaranti degli ultimi tempi.

A me pare una delle cose più esilaranti degli ultimi tempi.
Tempo fa è successo il famoso caso di Umberto Galimberti, filosofo residente di Rep., colto a copiare da un autore straniero. Poi due firme del giornale di Largo Fochetti, Curzio Maltese e Alberto Statera, sono arrivati agli avvocati perché il primo aveva messo in suo libro brani di un’inchiesta sulle città che aveva scritto assieme al secondo. Cose così. Ora un lettore del Foglio ha scoperto che Corrado Augias ha copiato una pagina da un libro uscito qualche tempo fa da Adelphi per il suo "Disputa su Dio" con un altro republicones (ed ex fogliante) Vito Mancuso. Bene. Ci si è buttato Miska Ruggeri di Libero. Non c’è solo la comica giustificazione di Augias: "Mi sono avvalso oltre che di convincimenti e riflessioni personali, di numerose testimonianze, dalle Confessioni di Agostino a internet". C’è che il collega Mancuso è incazzato nero, e ha detto: «Conosco il libro di Wilson e sono al corrente di quello che è successo. Sono amareggiato, completamente sbalordito. Non capisco come sia potuta accadere una cosa del genere. Spero che Augias lo spiegherà anche perché colpisce il fatto che quel passaggio si trovi nelle conclusioni, dove lui parla in prima persona, dove parla di se stesso.
Non so che cosa dirà Augias, ma il fatto è innegabile: le pagine sono lì sotto gli occhi di tutti. Non c’è possibilità di negare l’evidenza. Sono le stesse parole, con gli stessi verbi, la stessa successione delle frasi. È impressionante. Io però non ho responsabilità. Anzi, se in tutto questo c’è una vittima, sono io».
Titolo del Foglio di oggi: Augias non trova Dio perché lo cerca con Google.

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