Falafel CafèGerusalemme, proposta di legge per “ebraicizzare” i nomi dei quartieri

Scusi, in che direzione si trova il quartiere di Talbiya? E quello di Mamilla? E l’agglomerato di Holyland? Ecco, se tra qualche mese nessun gerosolimitano potrà più darvi indicazioni stradali non...

Scusi, in che direzione si trova il quartiere di Talbiya? E quello di Mamilla? E l’agglomerato di Holyland? Ecco, se tra qualche mese nessun gerosolimitano potrà più darvi indicazioni stradali non prendetevela. Basterà chiamare i tre luoghi con i nuovi (ma anche vecchissimi) nomi: Komekiyut, Hagoshrim, Eretz HaTzvi. Un po’ più complicato, certo. Ma questo è il minimo dei problemi. Perché l’ebraicizzazione urbana dei quartieri toccherà anche le aree attorno a Gerusalemme popolate dai palestinesi.

A lanciare il sasso – politicamente scottante – è stata Tzipi Hotovely, la bella parlamentare 32enne del Likud (il partito del premier Netanyahu). Con una proposta di legge consegnata alla Knesset, e con appoggi trasversali, la Hotovely ha chiesto al parlamento israeliano di cambiare i nomi delle zone della città contesa nella loro versione ebraica.

«L’obiettivo è rafforzare il legame degli abitanti dello Stato ebraico con la sua capitale», ha spiegato la parlamentare. «E per fare questo c’è bisogno di rispettare le tradizioni. D’ora in avanti i quartieri si dovranno chiamare con il loro nome originario in ebraico». La modifica linguistica riguarderà tutte le aree con residenti ebrei. Una decisione grave, secondo alcuni, perché in questo modo cambierà l’indicazione anche dei quartieri a maggioranza araba. Aree come la cittadina palestinese di Abu Dis, nella parte est della Città Santa, e Abu Tor si chiameranno – rispettivamente – Kidmat Zion e Givat Hananya.

A far rispettare l’esatta indicazione ci penserà Avshalom Kor, linguista israeliano esperto di grammatica e semantica ebraica. Nella proposta di legge c’è scritto che il consiglio cittadino di Gerusalemme dovrà provvedere alla modifica in tutti i suoi aspetti: dalle insegne stradali ai documenti ufficiali passati e futuri. E, ovviamente, non si dovrà più usare – in nessun caso – la vecchia dicitura. In caso di approvazione – quasi certa – la popolazione sarà istruita attraverso tutti i mezzi d’informazione (tv, radio, stampa, web).

(nella foto, il quartiere di Holyland)

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