Falafel CafèVIDEO CHOC / Siria, profughi palestinesi contro i loro vertici: 14 morti

I quattro ragazzi si nascondono dietro a un cassonetto dell’immondizia. Più che nascondersi, in realtà, cercano di proteggersi. Dai colpi di fucile. Dalla rabbia di chi impugna quelle armi. E da u...

I quattro ragazzi si nascondono dietro a un cassonetto dell’immondizia. Più che nascondersi, in realtà, cercano di proteggersi. Dai colpi di fucile. Dalla rabbia di chi impugna quelle armi. E da un territorio ormai sfuggito a qualsiasi controllo. Solo che a un certo punto i proiettili arrivano verso di loro. Ma dall’altra parte. Dalle loro spalle.

I manifestanti a pochi passi di distanza avvertono i quattro del pericolo. Ma non servirà a molto. Qualcuno prende meglio la mira. E centra in pieno alla testa uno dei quattro. Il sangue ci mette nulla a espandersi sull’asfalto. Gli altri cercano di salvarsi come meglio possono: chi corre, chi accenna un’alzata di mani in segno di resa. Alla fine di quelle contestazioni si conteranno quattordici vittime. Una di loro è stata immortalata in un video pubblicato su YouTube.

(ATTENZIONE! Le immagini qui sotto potrebbero urtare la vostra sensibilità)

 https://www.youtube.com/embed/RylHOeIKTiQ/?rel=0&enablejsapi=1&autoplay=0&hl=it-IT 

Siamo ad Al-Yarmok, campo profughi palestinese non ufficiale a pochi chilometri da Damasco, la capitale siriana. Migliaia di manifestanti – centomila, secondo stime confermate – scendono in strada per celebrare i funerali dei giovani uccisi dall’esercito israeliano domenica 5 giugno durante il “Naqsa Day”, la sconfitta degli eserciti arabi nella “Guerra dei sei giorni” del 1967.

In molti sfogano tutta la loro rabbia contro gli uffici del Fronte popolare per la liberazione della Palestina – Commando Generale, una costola che si è staccata da tempo dal Flpl originario. Migliaia urlano contro l’incapacità organizzativa del Fplp-Cg in occasione del “Naqsa Day”. Altri criticano i capi per non aver saputo coinvolgere i «fratelli» della Striscia di Gaza, della Cisgiordania e del Libano. Altri ancora non nascondono la loro collera nei confronti di chi ha mandato i «fratelli come carne da macello contro gl’israeliani». Nel frattempo qualcuno incendia uno dei palazzi dell’organizzazione.

Qualche minuto dopo i cecchini – militanti del Fplp, secondo molti testimoni – aprono il fuoco contro i manifestanti. È il conflitto tra «fratelli». Fonti ospedaliere di Damasco fanno sapere che 14 palestinesi scesi in strada sono stati dichiarati morti. Altri accusano l’esercito siriano di aver dato una mano al Fronte popolare nel massacro.

Per oggi – 7 giugno – è attesa una giornata fotocopia di domenica scorsa. La sensazione – raccolta in ambienti palestinesi sparsi lungo la dorsale siriano-libanese – è che «più che combattere la politica d’Israele, dovremmo togliere dalle fila dei nostri dirigenti quei codardi che pur di mantenere lo status quo si alleano con chiunque e ammazzano i propri fratelli».

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