Fra antilopi e giaguariLibri, sconti e pizza al taglio

In difesa dei piccoli librai e delle piccole case editrici è entrata in vigore, dal primo settembre, la legge Levi, che stabilisce al 15% il limite degli sconti sul prezzo di copertina dei libri ov...

In difesa dei piccoli librai e delle piccole case editrici è entrata in vigore, dal primo settembre, la legge Levi, che stabilisce al 15% il limite degli sconti sul prezzo di copertina dei libri ovunque vengano venduti (rete, librerie, supermercati). Per comodità la legge è stata soprannominata “anti-Amazon” e ha scatenato una rivolta di lettori defraudati di fantasmagorici sconti online. Tanto si è già scritto, aggiungo qualche mia considerazione:

– Far passare lo sconto selvaggio sui libri come la panacea di tutti i mali con la semplice equazione “i libri costano di meno, gli italiani leggeranno di più” mi pare riduttivo. Ragionamento al contrario: aumentando il prezzo delle sigarette gli italiani smetteranno di fumare. Gli italiani smetteranno di fumare quando capiranno che il fumo fa male. Gli italiani leggeranno di più quando capiranno che leggere fa bene.

– Come ha scritto giustamente Cristina (libraia di Venezia) nella sua bella lettera a Linkiesta, non si salvano le piccole librerie con uno stop agli sconti. Le piccole librerie si salvano se si fanno amare dai clienti, se riescono a rappresentare un valore aggiunto che giustifica qualche euro in più di spesa.

– I librai sono spesso persone coraggiose, che fanno di una vocazione un lavoro, quasi sempre con cura, professionalità e passione. Riescono, a volte, a tenere in piedi una baracca poco redditizia, dove si parla, ci si confronta, si sceglie. “Per guadagnare per quanto lavoro dovrei aprire una pizzeria al taglio”, ho sentito dire ad un libraio. Se una delle librerie che frequento chiudesse per far posto a una pizzeria al taglio, perderei qualcosa a cui tengo e mi dispiacerebbe assai. Inoltre di tutti i piccoli commercianti che frequento, i librai sono gli unici che mi fanno sempre lo scontrino, ad altri devo spesso chiedere.

– Questa normativa tutela i piccoli editori, coloro che lavorando, appunto, in piccolo, non possono permettersi percentuali di sconto col 3 davanti. Ricordiamoci che queste imprese sperimentano e rischiano, scoprono e scommettono. Dare una mano alla piccola editoria vuol dire garantire un’offerta più ampia, variegata, audace.

– Capitolo risparmio. Personalmente ritengo gli euro che spendo in più acquistando in libreria un buon investimento. Difficilmente sfogliando, annusando e parlando con un libraio di fiducia sbaglio acquisto. I classici li compro usati, i libri che devo solo consultare li prendo in libreria o li scarico. A conti fatti, dedicando un po’ di tempo a quella che è una mia passione, spendo meno di chi comprava tutto su Amazon con i super sconti. Capisco che questo sistema non possa funzionare per coloro che, per studio o lavoro, hanno bisogno di libri molti libri molto costosi. Per loro l’e-book diventerà (adesso più che mai) uno strumento economicamente vantaggioso.

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