Accadde DomaniDue immagini dell’Italia all’estero: il razzista Der Spiegel e gli elogi del Financial Times a Monti

Se un marziano scendesse sulla Terra e leggesse prima Der Spiegel e poi il Financial Times andrebbe in confusione. Il primo, con un razzismo non nuovo alla tradizione di quel giornale che negli ann...

Se un marziano scendesse sulla Terra e leggesse prima Der Spiegel e poi il Financial Times andrebbe in confusione. Il primo, con un razzismo non nuovo alla tradizione di quel giornale che negli anni ’70 per rappresentare il nostro paese metteva in copertina spaghetti e p38, considera Schettino il prototipo del modello culturale italiano, dimenticando i guasti devastanti della cultura della razza. Il quotidiano anglosassone invece elogia il governo italiano come non aveva mai fatto prima. A leggere il Financial Times sembra che sia passato un secolo dall’epoca berlusconiana.

“L’Italia è tornata in scena”, scrive l’autorevole quotidiano anglosassone. “Angela Merkel è il leader europeo che ha oggi più potere. Nicolas Sarkozy ambisce a essere il più energetico. Ma Mario Monti è il più interessante. Dopo un’assenza di un paio di decenni, con lui l’Italia è tornata sul palcoscenico. E il destino di Monti può rivelarsi il destino dell’Europa”. Philip Stephens, autore dell’articolo, dà al governo Monti un respiro internazionale. Stephens osserva che l’annuncio dato l’altro giorno dalla Casa Bianca dell’imminente incontro a Washington fra Obama e Monti è il sintomo di una nuova relazione di amicizia tra i due. “Obama appoggia Monti a tutto spiano, compresa la sua intenzione di mettere pressione alla Merkel”.

Di tutt’altra pasta il commento sul caso Schettino che ha fatto imbestialire il Quirinale per i toni ma soprattutto per il fatto che il giornale tedesco usa il concetto di razza per criticare gli italiani. Un uso assai improprio e insidioso se lo si applica alla storia comntemporanea tedesca. Scrive Der Spiegel: “Non bisogna fare uno studio genetico per sapere che esistano delle differenze tra i popoli”. “Quel che può succedere quando per motivi politici si ignora la psicologia dei popoli, ce lo mostra la crisi della valuta” e ancora “mettere insieme culture economiche così diverse nella camicia di forza della moneta unica” fu un errore: “per riconoscere che non poteva andare bene non serviva aver studiato economia. Sarebbe bastata una visita a Napoli o nel Peloponneso”. Cosa ci vuol dire Der Spiegel? Che l’economia tedesca va bene perchè il popolo tedesco è di razza pura? Un’idea simile ce l’aveva anche un signore con i baffetti che circolava in Germania 60 anni fa. Do you remember?

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