Accadde DomaniIl ritorno del Corsera nell’alveo della politica italiana.

Ferruccio De Bortoli sarà contento. Non sappiamo come vadano le vendite del Corriere della Sera dopo la debacle che ha colpito nel 2010 e nel 2011 tutta la grande stampa e tutti i gruppi editorial...

Ferruccio De Bortoli sarà contento. Non sappiamo come vadano le vendite del Corriere della Sera dopo la debacle che ha colpito nel 2010 e nel 2011 tutta la grande stampa e tutti i gruppi editoriali ma è certo che, nel bene o nel male, il quotidiano di via Solferino, forse per una serie di coincidenze storiche impreviste, è tornato al centro della politica Italiana. Un ritorno, a dire il vero, assai singolare che coinvolge editorialisti e azionisti di Rcs.
Il fatto che ha provocato il ritorno del Corsera al centro della politica italiana è stato senza dubbio l’avvento del governo guidato da Mario Monti. L’attuale presidente del consiglio, come è noto, era uno degli editorialisti più importanti del quotidiano di via Solferino ed è proprio dalle colonne del Corriere della Sera che si è confezionata la sua candidatura a Palazzo Chigi. Le prime bordate contro il governo Berlusconi sono partite dal direttore Ferruccio De Bortoli il 5 ottobre del 2011, quando De Bortoli scriveva: “Il premier mostra di occuparsi soltanto delle sue questioni personali”, chiedendo tra le righe le dimissioni del cavaliere. Ma il 16 ottobre del 2011 è stato lo stesso Mario Monti a firmare un editoriale durissimo nel quale si scriveva tra l’altro: “Berlusconi risparmi all’Italia il biasimo per aver causato un disastro”. Uno di protagonisti, dunque, dell’ingresso di Mario Monti a palazzo Chigi è stato senza dubbio il Corriere della Sera, in sintonia con il Quirinale, primo attore di questa vicenda politica.
Ma c’è un altro fatto che ci riporta in via Solferino: la nomina di Corrado Passera, in veste di ministro dello sviluppo economico. L’ex numero uno di Banca Intesa, come tutti sanno, è uno degli azionisti più importanti del gruppo Rcs. Intesa è membro effettivo del patto di sindacato di Rcs e il suo peso è stato sempre determinante nelle scelte strategiche e finanziarie del gruppo editoriale. Non è un caso forse che sia stato proprio De Bortoli a sollecitare Corrado Passera a risolvere il conflitto d’interesse. Tra i conflitti di Passera, infatti, uno dei più rilevanti è la partecipazione in Rcs di banca Intesa. Ma al di là del conflitto d’interessi il Corsera può ben dire di avere avuto un ruolo diretto e indiretto alla nascita del governo Monti. Ora per marcare la sua autonomia dal governo e in particolare da Monti e Passera, il Corsera ha ospitato per la seconda volta un editoriale di critica a Monti firmato da due bocconiani: Francesco Giavazzi e Alberto Alesina. De Bortoli non poteva fare altrimenti se no la concorrenza lo avrebbe considerato un quotidiano troppo esposto verso il governo. E il direttore di via Solferino sa che una politica del genere non paga.

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