Mekong WaveIndia – Tra nuove aperture e futuri già scritti

Nuovo anno, vecchi schemi e annunci di apertura e rinnovamento. Come quelli del governo indiano che ha deciso di aprire per la prima volta il mercato azionario ai singoli investitori esteri. Chi vo...

Nuovo anno, vecchi schemi e annunci di apertura e rinnovamento. Come quelli del governo indiano che ha deciso di aprire per la prima volta il mercato azionario ai singoli investitori esteri. Chi vorrà puntare su uno dei mercati più emergenti e pericolosi del momento, dal 15 gennaio sarà il benvenuto. Del resto la crisi non sembra avere fine e allora perché ripensare ad un nuovo modo o sistema? Troppo complicato anche perché al momento Nuova Delhi ha bisogno di soldi, dopo che fondi nazionali ed esteri hanno lasciato milioni di risparmiatori a bocca asciutta.

Se il 2011 si era chiuso con il mancato voto sul disegno di legge anti-corruzione alla camera alta, cui sono seguite le immancabili accuse reciproche tra maggioranza e opposizione, il nuovo anno apre le porte a futuri già noti.

Il governo centrale ha infatti deciso di far entrare nel mercato azionario nazionale gli ‘speculatori’ esteri “per ampliare la categoria di investitori, attirare un maggior numero di fondi esteri e ridurre la volatilità del mercato”, si legge nel comunicato ufficiale riportato dalle agenzie.

Quello trascorso è stato anno nero per quanti hanno puntato sul mercato indiano, e forse la mossa non è poi così prudente, soprattutto dopo che la Rupia continua a perdere terreno nei confronti del dollaro (24 per cento nel corso del 2011). Inflazione a doppia cifra, tassi di interesse alle stelle, crescita relativamente lenta e una crisi globale equivalgono a nuove aperture da parte di Nuova Delhi e a speculazioni successive: bolle che si gonfiano fino alle prossime esplosioni, di cui ne sentiremo sicuramente il botto.

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