Colpo di taccoCari francesi ringraziate Ibrahimovic, siamo noi italiani a doverci indignare…

Posto che guadagnare tanto, infinitamente tanto rispetto agli altri è ingiusto. E' profondamente ingiusto che un ragazzo poco più grande di me riesca a guadagnare in una decina d'anni più di quanto...

Posto che guadagnare tanto, infinitamente tanto rispetto agli altri è ingiusto. E’ profondamente ingiusto che un ragazzo poco più grande di me riesca a guadagnare in una decina d’anni più di quanto io possa racimolare in una decina di vite, inflazione permettendo…

A ciò si aggiunga anche che in tempi di crisi queste differenze si acuiscono sempre di più e quei 14 milioni all’anno sembrano davvero uno schiaffo alla miseria. C’è chi come l’ex ministro dello Sport Roselyne Bachelot si dice “disgustata e indignata” ma c’è anche chi sostiene “sono felice che Ibrahimovic paghi le tasse in Francia”. Con queste parole Benoit Hamon, ministro per l’Economia sociale consegna all’opinione pubblica l’altra faccia della medaglia: se 14 milioni andranno ad ingrossare annualmente il patrimonio del signor Ibrahimovic altri 55 vanno dritti dritti nelle casse dello Stato…

E sì, perchè a differenza dei riformisti italiani (che solo qualche mese fa si mettevano in fila per farsi la foto con Hollande…), quelli francesi non si sono persi in beghe sulle primarie o sui rapporti omosessuali, ma soprattutto non hanno impiegato fiumi di parole (spesso inutili) a discutere della necessarietà o meno di un cambiamento del regime fiscale, “i più fortunati tengano a mente il valore della solidarietà” così han detto e due secondi dopo hanno piazzato un’aliquota del 75% per chi guadagna dal milione in su. Ben 30 punti in più rispetto alla fascia subito inferiore.

I francesi dovrebbero ringraziarlo il signor Ibrahimovic, siamo noi italiani invece a doverci indignare con chi, non avendo né piedi fatati né alcuna dote degna di nota, per il solo fatto di occupare uno scranno, fa in modo che lui e i suoi amici si portino a casa fior di quattrini pubblici… nei fatti, esattamente il procedimento inverso rispetto a quanto avvenuto all’ombra della Tour Eiffel…