Dire, fare, baciare, lettera, pubblicità e comunicazioneIl Mestiere più duro del mondo (Seconda parte)

Qaulche tempo fa avevo parlato dello spot della Procter & Gamble,  all'avvicinarsi dei giochi olimpici di Londra, in cui si spargeva a piene mani bontà e amorevole lode al mestiere più antico del m...

Qaulche tempo fa avevo parlato dello spot della Procter & Gamble, all’avvicinarsi dei giochi olimpici di Londra, in cui si spargeva a piene mani bontà e amorevole lode al mestiere più antico del mondo. Il mestiere di Mamma, che avete capito ?
Ebbene, i nostri amici Procteriani, in attesa della profezia Maja, hanno deciso di relaizzare un secondo episodio.

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=zRaQRbAxXaA

Non avevo amato particolarmente il primo episodio, lo trovavo banale e piuttosto scontato. Devo dire che stavolta l’idea pubblicitaria mi sembra più interessante, più originale. Intendiamoci, parliamo sempre di Procter & Gamble, non aspettiamoci film con effetti speciale, stunt men e risate a crepapelle. L’obiettivo, sempre quello e non vedo come possa essere diversamente, é di parlare alle madri di famiglia, a chi, una volta passata la porta del supermercato compra i prodotti per la casa.

Le immagini sono quelle dei giochi olimpici, arrivo degli atleti, sfilata, conferenza stampa, competizione e vittoria. Banale, direte voi, ebbene la differenza é che gli atleti sono dei bambini. Bambina é l’atleta che compie gli esercizi ginnici (in questo caso la differenza di età con al realtà non é poi cosi’ flagrante), bambino é il pugile, il sollevatore di pesi, i velocisti. Per il piacere e la gioia incontenibile delle mamme, sempre loro, che in tribuna tribolano per i loro pargoli, perché, come dice la head line conclusiva

Per le loro mamme resteranno sempre i loro bambini.

Resta sempre da capire che fine hanno fatto i padri.

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