Colpo di taccoMa quella del cardinal Martini non era una vita degna?

 “Di fronte alla pretesa, che spesso affiora, di eliminare la sofferenza, ricorrendo perfino all’eutanasia, occorre ribadire la dignità inviolabile della vita umana, dal concepimento al suo term...

“Di fronte alla pretesa, che spesso affiora, di eliminare la sofferenza, ricorrendo perfino all’eutanasia, occorre ribadire la dignità inviolabile della vita umana, dal concepimento al suo termine naturale”

Così Papa Benedetto XVI ebbe a dire nei giorni in cui Piergiorgio Welby viveva ancora il suo martirio, che di umano non aveva proprio un bel nulla… Qualche tempo dopo la Chiesa comunicò alla famiglia Welby il rifiuto in merito alla richiesta di esequie ecclesiastiche perchè:
«a differenza dai casi di suicidio nei quali si presume la mancanza delle condizioni di piena avvertenza e deliberato consenso, era nota, in quanto ripetutamente e pubblicamente affermata, la volontà del Dott. Welby di porre fine alla propria vita, ciò che contrasta con la dottrina cattolica»

Pochi minuti fa si è spenta una delle voci più autorevoli del mondo cattolico, quella del cardinal Martini. Il Parkinson l’ha purtroppo logorato, ma prima che fosse troppo tardi l’uomo di fede ha espressamente riferito al proprio medico di rifiutare ogni sorta di accanimento terapeutico.

Nei fatti ha scelto consapevolmente di non continuare a vivere, di non superare il limite costruito artificialmente dall’essere umano, ovvero niente PEG (Gastrostomia endoscopica percutanea), ossia ciò che ha tenuto in vita Eluana Englaro per 17 anni. Una scelta rispettabilissima. Ma mi verrebbe da chiedere a chi allora difendeva (ad ogni costo) la vita di Welby ed Englaro, se anche quella di Martini non fosse una vita da difendere, se anche quella di Martini non fosse una vita degna…

Welby scelse di staccare l’apparecchio che gli permetteva di vivere come un vegetale, Martini ha scelto di non accettare alcun trattamento del genere. Dov’è la differenza sostanziale tra i due? nell’apparecchio? nel previo avviso al medico curante? Entrambi hanno infatti scelto di non essere costretti a vivere, fosse per un giorno o per vent’anni… ma il primo è stato definito suicida.

“Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude. Io non sono né un malinconico né un maniaco depresso – morire mi fa orrore, purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita – è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche. Il mio corpo non è più mio … è lì, squadernato davanti a medici, assistenti, parenti. Montanelli mi capirebbe. Se fossi svizzero, belga o olandese potrei sottrarmi a questo oltraggio estremo ma sono italiano e qui non c’è pietà”.

Piergiorgio Welby in una lettera al Presidente Napolitano