ResilienzeIl medico furbetto e la sanità a doppio binario

Vuoi la tua vita o quella di un tuo caro salva? Paga. Si sintetizza così la vicenda che a Firenze ha visto l'arresto (domiciliari) di Paolo Macchiarini, luminare dei trapianti. Giocava sulle lungag...

Vuoi la tua vita o quella di un tuo caro salva? Paga.

Si sintetizza così la vicenda che a Firenze ha visto l’arresto (domiciliari) di Paolo Macchiarini, luminare dei trapianti. Giocava sulle lungaggini delle liste d’attesa, il medico che per primo aveva trapiantato la trachea usando cellule staminali, richiamato in Italia dall’ospedale Careggi. E così per lottare contro il tempo e sconfiggere una grave malattia proponeva ai malati, fragili, di andare ad operarsi all’estero, previo pagamento di ingenti somme di denaro.

Le cronache dei giornali lo descrivono come spietato, quasi incurante dell’avere a che fare con questioni di una delicatezza così grande: la cura delle persone, la vita delle persone.

Vedi alla voce delirio di onnipotenza: non è una storia nuova.

Ma colpisce di piu’ una notizia così perché dal medico ci si aspetta troppo spesso, magari anche un po’ ingenuamente, uno spirito missionario che stia a metà strada tra il giuramento d’Ippocrate e il Buon Samaritano. D’accordo, non è un lavoro come un altro e non lo è soprattutto a certi livelli. Ma evidentemente c’é chi se ne approfitta.

Fosco è il cielo sopra la sanità italiana: la firma del nuovo Patto per la salute, rimandata al prossimo novembre (è quasi un anno che va avanti la telenovela) vede la quasi certezza della nuova e ulteriore introduzione di un ticket sulle prestazioni mediche. Così, balzello su balzello, differente da regione a regione (quel che pago in Lombardia per un banale esame del sangue, lo pagherei quasi la metà in Emilia Romagna, dove il ticket si calcola ora in base al reddito) siamo alla vigilia di un cambiamento radicale della nostra sanità, ancora modello, nonostante i disastri arcinoti di Lazio e Campania, giusto per fare due esempi di regioni commissariate. I soldi son finiti anche qui.

E la vicenda di Macchiarini è avvenuta in un’altra regione modello, la Toscana, non dimentichiamolo.

Occore dunque essere molto vigili: casi estremi possono scappare di mano, ma non possiamo far passare sulle nostre teste, senza accorgercene, la creazione di un sistema sanitario per ricchi ed uno per poveri. Sarebbe davvero una sconfitta.

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