Resilienze“Benvenuto signor morto”. Per l’assessore piemontese negli hospice si dice così. Peccato che non sia vero

Massì assessore che ci son problemi piu' grandi della sua sparata contro gli hospice. E un po' ci fa tenerezza il tenore della sua dichiarazione. Solo un po' però. Che in una democrazia della parol...

Massì assessore che ci son problemi piu’ grandi della sua sparata contro gli hospice. E un po’ ci fa tenerezza il tenore della sua dichiarazione. Solo un po’ però. Che in una democrazia della parola in libertà come la nostra ci sta anche la sua di uscita. L’opinione personale molto spesso, dovremmo impararlo, non è richiesta.

Tutti parlano, parlano oggi. Tutti, anche quando non domandato, devono dire la loro. E così qualche giorno fa l’assessore alla salute della Regione Piemonte Paolo Monferino, interrogato dal collega de La Stampa sulla situazione di stallo di una di quelle strutture residenziali che accolgono i malati in fase terminale, l’hospice, appunto, ha pronunciato le seguenti parole:

Personalmente poi sono contrario agli hospice: mi pare una crudeltà mandare lì i pazienti dicendo loro sei morto. Ma questo è un parere personale”.

Male è infomato l’assessore. Le cure palliative moderne nascono per opera di una dottoressa inglese, Cicely Saunders che di certo non accoglieva i malati terminali dicendo “buongiorno signor con un piede nella fossa”.

Diceva, invece, la Saunders che il personale dell’hospice, medici, infermieri, assistenti sociali, spirituali (di tutte le confessioni religiose) erano lì per rendere l’ultimo tratto dell’esistenza il piu’ ricco di senso e significato. Prima di tutto togliendo il dolore fisico, ovviamente, con una somministrazione della morifina a intervalli regolari. Diceva poi anche un’altra cosa: “tu sei importante perché sei tu e sei importante fino alla fine”.

E allora in tempi di spending review, di tagli alla sanità, in tempi di movimenti internazionali che sostengono il fare meno nella cura, less is more (movimenti legittimi contro l’accanimento, ma pericolosi nel momento in cui vengono assunti a bandiera da chi ha l’obiettivo dell’abbandono terapeutico), caro assessore, benedetti gli hospice.

E benedette le cure palliative che hanno dato sollievo in Italia, dalla metà degli anni ottanta in poi a migliaia e migliaia di malati che non hanno vissuto l’ultimo tratto di vita nelle piu’ atroci sofferenze.

Sa, una delle pochi leggi che il parlamento italiano ha approvato in modo bipartisan è proprio quella che istituisce la rete di cure palliative e quella della terapia del dolore. In ogni regione. E’del marzo del 2010.

La speranza è che in un Italia dalle risorse che scarseggiano in molte regioni non resti lettera morta.

Dame Cicely Saunders (www.cicelysaundersfoundation.org)

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