Una figlia come teCore de mamma, così ho cominciato a stirarti le camicie

Capire che sei fuori moda dalla gente che frequenti. È quello che mi è capitato sabato sera. Festa di compleanno, età media intorno alla mia, c’era persino un’altra mamma-to-be. Eppure io ero asso...

Capire che sei fuori moda dalla gente che frequenti. È quello che mi è capitato sabato sera.

Festa di compleanno, età media intorno alla mia, c’era persino un’altra mamma-to-be. Eppure io ero assolutamente out of fashion. Da cosa l’ho capito? Dalle scarpe delle invitate.

Dopo quasi nove mesi, di cui almeno quattro passati dentro ballerine sul livello del mare – noncurante delle nuove proposte calzature moda primavera/estate 2012 e autunno/inverno 2013 – mi sono infatti resa conto che l’ultimo trend per i piedi impone scarpe tacco 12 a cono o almeno zeppe vertiginose. E nel mio guardaroba non ce n’è neanche una.

Sotto i jeans, con elastico in vita per il palloncione addominale, indossavo un paio di anonime ballerine Geox. Pure di colore grigio, se il neutro-classico non fosse abbastanza!

Il fatto è che ora sono troppo impegnata per fare shopping. Sono giorni che metto a posto, lavo, stiro, stiro e lavo (anche a mano!) minuscoli abitini e camicie della fortuna da portare in clinica per il parto. Praticamente sembro la colf di Barbie solo che, con tutto l’amore, i body da neonato sembrano più un gioco alla Cicciobello e hanno assai poco dell’atmosfera da sfilata di moda, a me solitamente più congeniale.

Dev’essere anche per questo che mi sono sfuggiti di mano – anzi, di piede – i tacchi. Con le ballerine ai piedi negli ultimi due giorni ho stirato sei cambi completi di camicina di seta, body a maniche lunghe e corte (farà freddo o caldo?), tutine di cotone felpato e pile (stessa domanda). Risparmiando sui calzini, visto che le tutine hanno i “piedi incorporati”.

In un attacco alla Furio ho messo ciascuno dei set in una bustina trasparente di quelle che usano le lavanderie per le camicie, e poi ho disposto i pacchetti nell’armadio del bebè (da cui ho sfrattato Mr P.) in due ordinate file da tre pezzi, lasciando un po’ “sblusata” la busta in modo che possa entrarci l’aria e i panni non si ammuffiscano prima dell’uso. Non so se è un rischio concreto, probabilmente no. Ma mi è sembrata una mossa molto furba.

“Ma come, neanche è nato e già gli lavi e stiri le camicie?”, mi ha fatto notare un amico. Più che giustamente. “Eh ma a quanto pare devi lavare tutto prima di farglielo indossare”, gli ho risposto io. “Beh, visto che sono vestiti per neonati dovrebbero confezionarli previa sterilizzazione”.

Come dargli torto.