Leccaprincipi e MamelucchiE adesso i mormoni amano i gay

Dopo anni di attacchi si apre uno spiraglio nella chiesa più conservatrice d'America. E spunta un sito (non riconosciuto) per appuntamenti tra fedeli gay. A pochi mesi dalla sconfitta di Romney, de...

Dopo anni di attacchi si apre uno spiraglio nella chiesa più conservatrice d’America. E spunta un sito (non riconosciuto) per appuntamenti tra fedeli gay. A pochi mesi dalla sconfitta di Romney, devoto della prima ora.

Chi conosce i mormoni sa che non sono certo la confessione più progressista della storia. Anzi gli esponenti della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, quarta chiesa negli Usa per fedeli, sono noti per posizioni ultra-conservatrici. Ma pare che qualcosa stia cambiando, almeno sulla carta e per un gruppo minoritario di fedeli. Così gli odiati gay (ritenuti deviati, ma questa è la stessa posizione della chiesa cattolica) iniziano a ritagliarsi uno spazio. Prima l’apparizione a sorpresa di 300 membri del gruppo Mormons Building Bridges all’ultimo gay pride di giugno a Salt Lake City, roccaforte della confessione. Poi un sito per parlare dell’argomento («Noi amiamo i nostri fratelli gay e le nostre sorelle lesbiche»). E ora un sito di appuntamenti.

Si chiama Origins ed è stato fondato da un fedele, Andrew Markle. Dovrebbe riunire, secondo il promotore, circa 22mila LGBTQ fedeli alle leggi di Mormon. Lo scopo del sito, che sarà lanciato nei prossimi mesi, è quello di «creare una comunità e riunire tutti i gay presenti». Il sito è supportato da Affirmation, un gruppo per la difesa dei diritti gay all’interno della chiesa. Andrew Markle crede che essere omosessuali e seguire i principi mormoni siano due cose compatibili.

Come dicevamo la chiesa ha di recente lanciato il sito Mormons and Gay, dove è spiegato che non accetta i gay, ma crede che l’omosessualità non sia una scelta. Capita, parliamone. Anche se la legge (oltre a vietare caffè, alcolici, sigarette, droghe e tè) dice che sostenere relazioni omosessuali potrebbe portare all’espulsione. Andrew lo sa, ma spera che la sua battaglia possa portare a un cambiamento radicale.

Ragioneria in cifre I mormoni a numeri non se la cavano male: 6,1 milioni di seguaci, un impero economico solido, creato grazie ai fedeli che versano il 10% dei loro guadagni. Ristoranti, allevamenti, assicurazioni, media, terreni, immobili. Per qualche miliardo di dollari ogni anno. Che sono facili da intascare visto che le organizzazioni religiose pagano pochissime tasse. E con questi soldi possono costruire opere strabilianti: come il mega centro commerciale di Salt Lake City, costato 2 miliardi di dollari.

La politica, mediani fino all’ultimo Il fedele che più ha fatto parlare di mormoni nell’ultimo anno è stato lo sfidante di Barack Obama, Mitt Romney. Da sempre devoto, sarebbe stato pronto a portare la congrega di Salt Lake al potere. Così per la prima volta nella storia la chiesa, che pur avendo posizioni conservatirci non è mai entrata in prima linea nella cosa pubblica, ha deciso di sostenere un candidato alle elezioni. Poi Romney non ce l’ha fatta e il sogno è svanito. Ma questa è un’altra storia.

Intanto a Roma continuano i lavori per la costruzione del primo tempio mormone d’Italia, nuovo terreno di conquista della chiesa. Qui il sito

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta