Libertà è partecipazioneIl complotto come giustificazione

La campagna elettorale che è appena iniziata è strana per molti fattori. Il primo sicuramente è il periodo in cui si sta svolgendo: eravamo abituati alle campagne elettorali primaverili, piazze pie...

La campagna elettorale che è appena iniziata è strana per molti fattori. Il primo sicuramente è il periodo in cui si sta svolgendo: eravamo abituati alle campagne elettorali primaverili, piazze piene accompagnavano le giornate primaverili di marzo e aprile; il secondo è il clima di sfiducia nei confronti della politica nutrito dai cittadini; il terzo è la continua e inesorabile ricerca del complotto, il sospetto secondo cui la crisi che stiamo vivendo e manovrata da un’entità metafisica (in alcuni casi le banche, in altri la massoneria) che muove i rappresentanti politici come se fossero delle marionette, al servizio di poteri forti non meglio identificati.

Il complotto sembra essere diventato la giustificazione e il perchè non sono state fatte le riforme che ora servono come il pane. Secondo il complottista medio, i politici sono in mano alle banche e vengono sfruttati dalle banche stesse per fare i loro interessi e non quelli dei cittadini. Lo si nota in questi giorni in cui si parla solo dello scandalo riguardante il Monte dei Paschi di Siena: con chiunque si parli si sentono sempre le stesse parole:”Le banche sono delle sanguisughe”; “I politici sono in mano delle banche”; “Hanno pagato con i soldi dell’IMU il salvataggio di MPS”.
In questo caso (e in tanti altri ancora) è la banca ad essere nelle mani della politica, non il contrario. Il Monte dei Paschi è controllato dal Comune e dalla Provincia di Siena, su sedici consiglieri d’amministrazione tredici erano stati nominati in quota Pd (sarebbe bene che Bersani smettesse di fare lo gnorri) e, come se non bastasse, l’azionista di maggioranza della banca è una Fondazione, all’interno della quale ci sono amici di politici o politici trombati. Questo è l’esempio principe; in Italia vi sono numerose banche controllate da Fondazioni, che di fatto non sono esposte al mercato.

L’altra bufala riguarda i soldi dell’IMU. Partiti politici e demagoghi vari, hanno inculcato nella mente degli italiani che il denaro raccolto con la tassa sugli immobili è servito a salvare MPS, l’equazione è presto fatta: il valore dell’IMU è stimato intorno ai 4 miliardi di euro, i Monti-bond hanno un valore di 3,9 miliardi, ergo la tassa sulla casa ha salvato l’istituto bancario. Un ragionamento che non è provato da alcun dato, ma che si è fissato bene nel modo di pensare dei cittadini.

La morale della favola è semplice da percepire: gli italiani sono facilmente influenzabili (alzi la mano chi vuole negarlo), lo dimostrano le idee che circolano a proposito della vicenda MPS, ma anche principi antisemiti che parlano dell’esistenza di una lobby ebraica che gestisce il potere finanziario. Per essere chiari: il complotto pluto-giudaico-massonico.

Quella della congiura, sembra essere la tesi di chi vuole che tutto cambi affinchè tutto rimanga com’è, una sorta di giustificazione per chi difende lo status quo.

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