Diario di una disoccupata perbeneLa maternità in disoccupazione? 5 operatori dell’Inps danno 5 risposte diverse

Come saprà chi mi segue da un pò, lo scorso maggio ho deciso di sposarmi. Il che ha portato i miei ex datori di lavoro a divorziare da me liquidandomi con scuse banali che non sto qui a ripetere pe...

Come saprà chi mi segue da un pò, lo scorso maggio ho deciso di sposarmi. Il che ha portato i miei ex datori di lavoro a divorziare da me liquidandomi con scuse banali che non sto qui a ripetere per l’ennesima volta (scusate i disoccupati purtroppo sono spesso affetti dalla sindrome del risentimento misto a primi cenni di Alzeimer).

La fortuna, o chi per essa, mi ha assistito per due volte: la prima perchè a fine luglio mi sono ritrovata in stato interessante e se tutto va come deve andare il 25 aprile dovrebbe nascere la mia erede; e la seconda perchè in TEORIA dovrei rientrare nella maternità dell’Inps.

Parlare al condizionale quando si tratta dell’Inps mi pare un dovere civile e morale nei confronti di chi mi legge.

Partiamo dal presupposto che dopo mille disavventure tra disoccupazione data e poi tolta, sono riuscita finalmene ad avere il mio meritato sussidio a partire dal 20 di agosto e per la durata di 8 mesi.Il 20 di agosto ero esattamente a 4 settimane di gravidanza. La mia prima domanda, parlando dal punto di vista del vile denaro, è stata innanzittutto se esisteva una sorta di maternità in disoccupazione.

E la risposta è stata si. Presa dall’entusiasmo della bella notizia ho provato per l’ennesima volta a dare fiducia al numero verde Inps, ma anche questa volta dopo aver parlato con 5 operatori ho ottenuto 5 diverse risposte, una delle quali mi ha detto che la maternità in disoccupazione non esiste ma che è il comune di residenza che può concedere un contributo.

Il che ovviamente si è rivelato scorretto, sommario e in classico stile del numero 803164 (se qualcuno di voi volesse giocarlo al lotto avrebbe sicuramente più probabilità di ricavarne qualcosa).

Per quanto riguarda il contributo del comune, è comunque vero, è erogabile un assegno che si aggira sui 2000 euro, ma per questo rimando l’argomento perchè non sono ancora molto ferrata.

Per quanto riguarda invece la maternità in disoccupazione (MID), sul suo fantastico sito l’Inps, carta canta, recita:

( http://www.inps.it/portale/default.aspx?itemdir=5804 )

A CHI SPETTA

alle lavoratrici dipendenti assicurate all’Inps anche per la maternità(apprendiste, operaie, impiegate, dirigenti) aventi un rapporto di lavoro in corso alla data di inizio del congedo;

alle disoccupate o sospese se ricorre una delle seguenti condizioni (art. 24 T.U.): il congedo di maternità sia iniziato entro 60 giorni dall’ultimo giorno di lavoro; il congedo di maternità sia iniziato oltre i predetti 60 giorni, ma sussiste il diritto all’indennità di disoccupazione, alla mobilità oppure alla cassa integrazione.

Per le disoccupate che negli ultimi due anni hanno svolto lavori esclusi dal contributo per la disoccupazione, il diritto all’indennità di maternità sussiste a condizione che il congedo di maternità sia iniziato entro 180 giorni dall’ultimo giorno di lavoro e che siano stati versati all’Inps 26 contributi settimanali negli ultimi due anni precedenti l’inizio del congedo stesso

Per cui se ho capito bene DOVREI rientrare nella MID in quanto si parla di disoccupate il cui congedo sia iniziato dopo 60 giorni dal licenziamento, ma che, nel momento in cui siano in periodo di congedo ricevano l’indennità disoccupazione.

Essendo un testo da prendere con le dovute precauzioni, mi sono comunque rivolta ad un patronato, il quale mi ha semplificato le cose dicendomi che per ottenere questa MID devo in sostanza essere al 7 mese prima di terminare il sussidio. Una volta accettata la maternità, verrà erogato un sussidio per 5 mesi nei quali l’indennità di disoccupazione verrà sospesa per poi ricominciare (si parla dei restanti mesi) al termine del quinto mese.

“Quindi” ho chiesto al gentile ragazzo che con pazienza mi fa tutte le relative pratiche “dovrei rientrare nella maternità essendo ormai quasi al settimo mese e visto che la disoccupazione mi scadrà ad aprile?”

E la sua risposta, schietta e disillusa è stata:

“Noi inviamo la pratica a partire da metà gennaio, il resto è a discrezione dell’Inps”.

Queste sono le frasi che ti fanno capire quanto in questo nostro Bel Paese se leggi siano essenziali.

Per procedere con le pratiche devo portare entro metà gennaio il certificato del ginecologo con la data presunta del parto al patronato e poi….. e poi saremo tutti a discrezione dell’Inps o di che per esse.

Quando si dice: siamo in buone mani.

Alla prossima puntata che prevedo lunga e travagliata.